Bancomat e carte di credito anche sotto i 5 euro: arriva l’emendamento contro l’evasione del Pd

Il caffè al bar sotto casa o il giornale all’edicola deve poter essere pagato anche con il bancomat. La proposta è contenuta in un emendamento alla legge di Stabilità presentato dal Pd che punta ad abolire la soglia dei 30 euro al di sotto della quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici, taglia le commissioni per gli acquisti al di sotto dei 5 euro e prevede multe per gli esercenti che non si dotano o non consentono di usare i pos. È la risposta del Pd all’aumento della soglia per il contante a 3.000 euro voluto dal partner di maggioranza Area Popolare ed anche una delle novità, mal digerita da parte dell’opposizione per le possibili ripercussioni negative sui commercianti, del pacchetto di 4.900 modifiche alla manovra presentate alla Camera.

La stessa proposta attribuisce alla Banca d’Italia «poteri di indagine, controllo e di intervento anche sanzionatorio» per garantire il rispetto delle commissioni e contrastare tentativi di elusione da parte dei prestatori dei servizi di pagamento. Viene inoltre previsto, «al fine di assicurare trasparenza, chiarezza e riduzione dei costi», sostenuti da esercenti e consumatori, un tavolo al ministero dell’Economia, di concerto con lo Sviluppo economico, con Via Nazionale, Antitrust, Abi, associazioni dei servizi di pagamento, Poste Italiane, Bancomat e le società dei circuiti di pagamento più rappresentative.

SALVINI: REGALO ALLE BANCHE

L’emendamento, che modifica in parte la norma di innalzamento del tetto per l’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro, porta la firma del deputato dem Sergio Boccadutri. «Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere come pagare, in qualunque situazione», spiega l’esponente dem. Ma non è di questo avviso l’opposizione. Per il leader della Lega Matteo Salvini si tratta di un «altro regalo alle banche e di un’altra limitazione di libertà». Critico anche Andrea Mandelli di Fi: «Prima di imporre doveri e sanzioni è necessario neutralizzare gli oneri» per i commercianti.

GLI ALTRI EMENDAMENTI

Circa 1.600 emendamenti, intanto, sono già finiti sotto la scure della inammissibilità per estraneità di materia o per mancanza di copertura. Resterebbero, quindi, poco più di 3.300 proposte da valutare. In realtà, il lavoro della commissione Bilancio si concentrerà su 600 emendamenti `segnalati´ dai partiti. Tra questi spicca il bonus bebé richiesto con forza da Ap che punta ad introdurre «in via sperimentale per tre anni» una deduzione «fino all’80% delle spese sostenute per la cura e la tutela della salute della mamma e del bambino dopo il parto». Ci sono poi gli emendamenti del governo che, intanto, sorride per il «successo della voluntary disclosure» per regolarizzare i capitali detenuti all’estero: una nota del Mef annuncia che sono stati raggiunti 3,8 mld di gettito. Di questi solo 1,5 miliardi sono già impegnati e quindi emergono risorse che potrebbero dare spazio di manovra per nuovi interventi.

LA POLEMICA SUL SALVA-BANCHE

Alla Camera c’è poi attesa per il dl «salva-banche» approvato nei giorni scorsi e che, come annunciato, sarà «assorbito» nella Legge di Stabilità. Il provvedimento potrebbe arrivare in commissione in queste ore in modo da poter essere «valutato con attenzione da tutti i gruppi». Secondo fonti parlamentari, resterebbero due nodi ancora da definire: le modalità di funzionamento del fondo costituito dalle banche italiane per salvare i quattro istituti di credito oggetto dell’operazione; e le misure di salvaguardia per i piccoli obbligazionisti le cui obbligazioni potrebbero finire nella cosiddetta «bad bank». L’Abi fa sentire la sua voce. Nessun «regalo» alle banche, ma una norma «che eviti altre penalizzazioni agli istituti che operano in Italia già pesantemente gravati dai salvataggi recentissimi», si legge in una nota dell’associazione che chiede di superare nella legge di Stabilità alcune «bizzarie» previste dai principi contabili internazionali (Ias).

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Scritto da Magazine Donna il 02/12/2015 5:39

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