Ai partiti altri 110 milioni di soldi pubblici

I partiti politici italiani sono riusciti ancora una volta a festeggiare la finta abolizione del finanziamento pubblico prelevando dalle tasche degli italianipiù di 100 milioni di euro, finiti rigorosamente nelle casse del Pd, del Pdl, della Lega Nord, di Sel, Scelta civica e così via. La cifra emerge con chiarezza dai bilanci dei principali partiti politici italiani relati-vial2014, messi online in queste settimane (l’ultimo- quello della Lega- proprio ieri).

Dei vecchi rimborsi elettorali c’è traccia parziale per 21,6 milioni di euro. C’è il segno anche del nuovo contributo pubblico del 2 per mille Irpef che certo non è stato un successo: 325 mila euro. C’è un costo sostenuto dallo Stato anche per i contributi privati ricevuti dai partiti: 7,4 milioni di euro, grazie al 26% di detrazioni fiscali garantite ai contribuenti per donazioni fra 30 e 30 mila euro all’anno. Di queste detrazioni godranno per altro quasi solo gli eletti in Parlamento o in consiglio regionale delle varie forze politiche, perchè sono stati loro in gran parte a fare versamenti privati più o meno spintaneamente (iregolamen-ti interni li obbligano a farlo, altrimenti non li ricandidano). Mail piatto forte deisoldipub-blici ai partiti è quello dei trasferimenti ai gruppi parlamentari o consiliari. Si tratta di quasi 80 milioni di euro l’anno: 32 dalla Camera, poco meno di 22 dal Senato e quasi 27 dalle varie Regioni. A differenza degli altri contributi pubblici questi finanziamenti vengono accettati anche dal Movimento 5 stelle, che li ritiene connaturati all’incarico elettivo ricevuto (in realtà come hanno dimostrato le varie inchieste penali sulle Regioni, sono proprio quelli i fondi pubblici di cui i partiti abusano di più). Alcune regioni li hanno ridotti, ma sono ancora molto rilevanti in Sicilia (6,2 milioni di euro l’anno), in Lombardia (5,9 milioni di euro l’anno), in Liguria (2,2 milioni di euro) e comunque sono erogati da tutti i consigli regionali.

Se siamo oltre i 100 milioni all’anno di finanziamento pubblico, il quadro finanziario dei vari partiti lascia immaginare che gli italiani saranno chiamati ancora una volta a mettere mano alportafo-glio per ripianare i loro buchi. Il loro bilancio consolidato 2014 infatti evidenzia perdite per 8,1 milioni di euro, e il solo partito che ha un bilancio seriamente in attivo è il disciolto Pdl, con un utile di 14 milioni che dipende però da una entrata straordinaria di 18 milioni di euro da parte di Forza Italia proprio per sanare il buco del passato. Senza quella operazione straordinaria e irripetibile del Pdl, la perdita reale nei conti dei partiti sarebbe superiore ai 26 milioni di euro. E in ogni caso il netto patrimoniale consolidato della politica è in rosso per 84 milioni di euro: in stato pre-fallimentare. E sul 2015 si aggiungerà un nuovo buco a carico dello Stato: i partiti l’anno scorso hanno speso 21,4 milioni di euro per mantenere il loro personale, ma dai primi mesi di questo anno per la stragrande maggioranza di quei dipendenti è scattata la cassa integrazione in deroga, riversando dunque sui conti pubblici quei costi.

Spulciando i conti dei partiti si trovano però non poche sorprese. Come quella che arriva dal Nuovo centro destra di Angelino Alfano. Non riceve contributi dello Stato, e se ne vanta, mettendolo in risalto sul proprio sito Internet. In realtà i soldi non arrivano perchè il partito si è dimenticato di fare domanda per riceverli. Quando se ne è accorto, ha provato a ricorrere, ma ha avuto torto. I fondi pubbliciperò arriveranno regolarmente dal 2015. Nel frattempo se l’è cavata con i soldi dei privati.

dai propri militanti è riuscito ad ottenere 1,4 milioni per pagare la tessera Ncd. Un risultato straordinario se si tiene presente che il Pd dalle tessere ha ricevuto tre volte di meno: 526 mila euro. Altra sorpresa viene dai bilanci della Lega Nord: la perdita annuale è molto alta, quasi di 8 milioni di euro. Ma è comunque inferiore a quella del 2013 (oltre i 14 milioni di rosso). Se il partito sta in piedi è perchè in cascina ci sono ancora 13,1 milioni di euro, messi da parte dalla vecchia gestione. Matteo Salvini magari a denti stretti deve dire grazie quindi a Umberto Bossi e a Francesco Belsi-to, che chiudevano i bilanci sempre mettendo da parte bei milioncini ogni anno…

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Scritto da Magazine Donna il 15/07/2015 5:50

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