Alimentazione: dieci cose da sapere sul cibo

Sugli alimenti e sulla nutrizione si è spesso detto tutto e il contrario di tutto. Così spesso accade che la notizia del momento celebri la dieta a base di proteine come unica arma per dimagrire. Il giorno dopo, un nuovo studio ne mostri, al contrario, gli effetti indesiderati su peso e salute.E che dire dei grassi? Demonizzati per decenni, di recente sono stati sdoganati dalla comunità scientifica. Come è successo con il burro, per esempio, ritenuto erroneamente, e per tanto tempo, meno salutare della margarina.
La buona notizia è che oggi, con l’avvento della genomica nutrizionale – la scienza che studia l’effetto delle molecole contenute negli alimenti sul nostro DNA – ne sappiamo molto di più su cosa accade nell’organismo quando introduciamo certi cibi. Sappiamo, cioè, come cambia il nostro corpo dopo aver mangiato: cosa fa bene e cosa fa male, ce lo svelano i valori ematici. Alimentazione, diete,
luoghi comuni, trucchi “salva-salute” in cucina: ecco 30 “pillole” che devi sapere sul cibo raccolte in una mini-guida realizzata con la supervisione scientifica di un illustre esperto, il professor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienze dell’Alimentazione e Medicina Preventiva, autore del libro Dalle Calorie alle Molecole. Un nuovo orizzonte nel controllo del peso (Aboca).

IL BURRO E PIU SALUTARE DELLA MARGARINA Anni fa, chi produceva margarina impostò una battaglia commerciale contro il burro. Si diceva che questo alimento doveva essere eliminato da una sana alimentazione giornaliera perché troppo ricco in colesterolo (in realtà, una porzione di 10 g di burro contiene 23 mg di colesterolo. Una dose davvero limitata, inoffensiva). Oggi, si è addirittura scoperto che la margarina solida è peggio del burro per il suo contenuto in grassi idrogenati, nocivi per la salute. Secondo la Fda, ma anche per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quantità di grassi idrogenati ritenuta sicura è pari a zero.

MANGIARE OGNI TRE ORE TIENE A BADA LA GLICEMIA… E FA DIMAGRIRE  Calorie? No, grazie. Il segreto scientifico per perdere peso è scritto nei valori della glicemia. Iniziare dalla colazione, proseguire con uno spuntino, poi il pranzo, la merenda e infine la cena: mangiare ogni tre ore impedisce bruschi rialzi della glicemia post-prandiale. Ma c’è di più. Questo “ritmo” consente anche di mantenere un giusto peso corporeo: il controllo della glicemia dopo ogni pasto permette, infatti, di frenare l’azione del pancreas nel produrre l’ormone insulina che agisce trasformando i carboidrati alimentari ingeriti in eccesso in grassi che vanno ad accumularsi nel fegato, nell’addome, nel seno, nei glutei e nelle cosce.

COLAZIONE DOLCE O SALATA?  C’è chi preferisce pane e marmellata e chi non rinuncerebbe mai a una porzione di prosciutto cotto con due gallette di riso. Ma l’effetto dei due menù è molto diverso nel nostro organismo, soprattutto al mattino. Durante la notte, il corpo produce un ormone, chiamato glucacone o “ormone del dimagrimento”. La sua azione viene, però, annullata se si assume una certa dose di carboidrati glicemici.La colazione proteica (generalmente salata), quindi, mantiene lo slancio  ormonale dimagrante. In più, mette un freno al nostro appetito per l’intera giornata ed è un’ottima alleata per tenere sotto controllo il peso.

PROTEINE ALLEATE DEGLI OVER 40 Molte persone, con il passare degli anni, si sentono fiacche.Gran parte di questa privazione di energia vitale è causata dalla perdita di muscolo. Il consiglio è quello di non far mai mancare le proteine, prediligendo quelle vegetali (legumi e cereali) e marine (pesce e prodotti del mare, alghe…). Le proteine sono essenziali per conservare la massa muscolare! Per non prendere peso – inevitabile da questa fase della vita in poi – il segreto è quello di ridurre l’entrata dei carboidrati.

IL NUOVO YOGURT SI CHIAMA KEFIR Sappiamo tutti che lo yogurt è uno degli alimenti più sani per il nostro intestino. Ma oggi il podio potrebbe essere rubato dal kefir, una bevanda molto ricca di comunità microbiche che competono contro i batteri intestinali aggressivi. Un suo consumo quotidiano può, quindi, aiutare a regolarizzare il transito, contrastare l’insediamento di germi pericolosi e stimolare il sistema immunitario del tratto digerente. Viene preparato utilizzando latte fresco oppure acqua con fermenti. Si trova nei grandi supermercati vicino allo scaffale degli yogurt.

PASTA E CHILI DI TROPPO  Sei a dieta e ti senti in colpa di fronte a un piatto di pasta? Piccolo segreto: mangiala ogni cinque giorni. È il consiglio del metodo molecolare ideato dal professor Pier Luigi Rossi. La dose? Calcola 60 g (a crudo) se sei una donna,70 g se sei un uomo. Gli abbinamenti ideali sono quelli con le verdure, che rallentano l’assimilazione dei carboidrati contenuti nella pasta.

FRUTTA AI PASTI SI O NO? È una di quelle domande che potrebbe scatenare una guerra in famiglia. Ma il professor Pier Luigi Rossi è chiarissimo: la frutta non si mangia dopo il pasto. Si consuma negli spuntini del mattino e del pomeriggio. E non è solo un problema di fermentazione con produzione di gas intestinali: la risposta viene dal fegato. Se al termine di un pasto ricco in carboidrati mangi anche frutta, ricca di fruttosio, peggiori il tuo assetto biochimico e finisci per avere la trasformazione della frutta in grasso. Non si tratta di un punto di vista personale, ma di una reazione biochimica che avviene nell’organismo.

GOMASIO: IL CONDIMENTO ANTI-RITENZIONE IDRICA Cerchi un modo per ridurre l’uso del sale, ma non ci riesci? Prova il gomasio. da preparare così: abbrustolisci per qualche minuto in padella del sale fino. Lava del sesamo integrale e tostalo in una casseruola, facendo attenzione che non bruci. Poni in un mortaio 1 parte di sale con 8 parti di sesamo e lavora con un pestello fino a che la maggior parte dei semi saranno schiacciati. Noterai come il gomasio limiterà il senso della sete e, in più, ti sentirai più sgonfia.

IL PESCE COMBATTE L’OBESITA’ Il pesce, grazie ai suoi Omega-3, ha uri ruolo diretto sulla perdita di peso. Un recente studio dell’Università-‘ of Gothenburg ha dimostrato che la nutrizione con pesce (almeno 3 porzioni alla settimana) un’integrazione con Omeg 3 (almeno 1 grammo al giorno) ha sentito, in particolare in donne obese, un miglioramento della sensibilità all’insulina e un positivo intervento nel metabolismo dei carboidrati.

ACQUA E FIBRE AIUTANO A DIMAGRIRE Prima di sederti a tavola, prendi l’abitudine di bere un bel bicchierone d’acqua. Poi apri il pasto con un’insalatona mista: le fibre idrosolubili, a contatto con l’acqua presente nell’intestino tenue, creano un gel che governa l’entrata graduale del glucosio e degli acidi grassi nel sangue.In più aumenti la sensazione di sazietà e non ti sentirai gonfia alla fine della giornata.

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Scritto da Magazine Donna il 05/08/2015 18:14

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