Ancora nulla di fatto per i giudici della Consulta

Ennesima fumata nera sulla elezione dei tre giudici costituzionali. Il Parlamento ha «bocciato» ancora una volta Augusto Barbera (ha ottenuto 504 voti), Francesco Paolo Sisto (493) e anche la New Entry Ida Angela Nicotra (417). Pd e Fi hanno confermano lo schema di voto mettendo sul piatto (al posto di Pitruzzella) la candidatura della docente di diritto costituzionale Ida Angela Nicotra. Ma l’esito è stato, per tutti e tre i candidati, ben lontano dal quorum richiesto dei 571 voti.

Nonostante gli appelli pervenuti da più parti a cambiare metodo, Pd e Fi hanno riproposto la terna che continua ad avere agli apici il ticket Augusto Barbera-Francesco Paolo Sisto. Quest’ultimo osteggiato da parte della stessa Forza Italia, in subbuglio anche sul ruolo del capogruppo Renato Brunetta. Tant’è che c’è voluto un sms dello stesso Silvio Berlusconi per cercare di arginare la rivolta e tentare di convincere gli azzurri a continuare a votare la terna. Ma Sisto è stato platealmente affondato anche dai 5 Stelle che avevano offerto al Pd la sponda per un patto che si reggesse proprio sulla sua «eliminazione» dalla terna dei candidati.

«Non accetteremo mai uno scambio Barbera-Modugno ma se cade Sisto potremmo rivalutare tutti e tre i nomi» annunciava in mattinata il M5s che sembrava disponibile, in caso di apertura di Pd e Fi su due nomi di alto profilo ma lontani dai partiti, anche a rivalutare la possibilità di mettere in votazione sul blog il nome di Barbera. Ma il Pd non si è fidato e, dopo una riunione di gruppo convocata poco prima dell’inizio del nuovo scrutinio, ha annunciato la terna Barbera-Sisto-Nicotra. Tre nomi su cui nuovamente c’è stata la convergenza di Ap e, anche se obtorto collo, Scelta Civica: ma che sono stati bocciati dai Popolari che, dopo la rinuncia di Pitruzzella, avevano chiesto di sedersi al tavolo della trattativa per l’indicazione del sostituto. «Abbiamo fatto una riunione di maggioranza per arrivare ad una candidatura condivisa ma questo nome spunta stasera: è un metodo inaccettabile» si è lamentato il capogruppo Lorenzo Dellai che ha poi confermato il voto di protesta dei popolari su Gaetano Piepoli, ormai collettore del disagio in tutti i gruppi (e infatti continua a crescere raggiungendo in quest’ultima votazione quota 100).

La Lega ha votato ancora scheda bianca mentre i 5 Stelle hanno insistito su Franco Modugno. «Si schiantino pure», aveva detto Danilo Toninelli (M5s) rivolto a Pd-Fi: «è davvero impossibile far redimere il clan Renzi-Berlusconi, nonostante la più che ovvia richiesta del M5S rivolta ai piddini di tornare a dialogare con noi». Ma il Pd non si è fidato: brucia ancora la decisione del M5s di non mettere neppure ai voti la sua scelta dopo che i 5 stelle avevano chiesto di anticipare il nome del candidato Pd per farlo votare dalla rete. Anche la Lega ne ha approfittato per togliersi un sassolino dalla scarpa dopo che i `grillini´ avevano gridato all’accordo sottobanco tra LN e Pd. «Dopo aver gettato fango su di noi ora siedono alla tavola di Renzi. E così, dopo il patto del Nazareno nasce il patto di Giuda» ha attaccato Massimiliano Fedriga. Quanto alla Nicotra, componente dell’Authority Anticorruzione, ex membro della Commissione di saggi di Napolitano e presente nel comitato scientifico di Magna Carta, la fondazione di Gaetano Quagliariello, ha raccolto gli stessi voti di Pitruzzella. Anche Sinistra Italiana ha bocciato la riproposizione dello schema di Pd e Fi:« Cambia solo una casella, ma non cambia il metodo».

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Scritto da Magazine Donna il 03/12/2015 5:34

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