Angry Birds, dopo 13 spinoff Rovio lancia il sequel

Dopo più di una dozzina di  produzioni legate al fenomeno Angry Birds, gli eroi piumati finalmente avranno un sequel. Rovio Entertainment ha lanciato Angry Birds 2, che la società finlandese promuove come un vero e proprio secondo atto, per quanto arrivi quasi sei anni e tredici spinoff dopo il rilascio del primo titolo della famosa saga. Il ceo Pekka Rantala, che si è unito alla società la scorsa estate, ha spiegato che “Angry Birds 2” non è una revisione. Ci sono voluti quasi tre anni per completarlo con tanto di nuove strategie e nuovi personaggi, sfide multiplayer e molto altro ancora.

Nessun gioco della fortunata saga si è avvicinato alla popolarità dell’originale del 2009, che Rovio riferisce sia stato scaricato circa 920 milioni di volte, per lo più al costo di 99 centesimi l’una. Il seguito del 2010 intitolato Angry Birds Seasons ha raccolto meno della metà dei download. Invece, Angry Birds Transformers, un connubio con l’epopea dei Transformers della Hasbro, ne ha raggiunti circa 30 milioni. Nonostante i giochi stessi stiano riportando una crescita nei ricavi, il marchio sta registrando delle perdite poiché il pubblico è meno incline all’acquisto di felpe, peluche e altro merchandise ufficiale, pessimo tempismo visto che il primo film targato Angry Birds, finanziato dalla società, è in previsione per il prossimo anno.

Nel 2014 Rovio ha avuto un fatturato di 158,3 milioni, in ribasso quasi del 9% rispetto all’anno precedente. E lo scorso anno ha lasciato a casa 110 dipendenti. La società sostiene che il licensing sia un business ciclico, e prevede che il film riaccenderà l’interesse per il brand. Michael Benson, freelance editor di Sacramento, ha raccontato di aver installato diversi giochi Angry Birds negli anni, tra cui la versione Star Wars del 2012. Ha apprezzato alcune delle nuove idee, ma alla fine ha smesso di giocarci. “I giochi della saga Angry Birds sono praticamente tutti uguali”, ha commentato il trentunenne. “È diventato noioso”.

Ma a Rovio sono inamovibili: riusciranno a catapultare nuovamente i loro uccellini ai vertici delle classifiche. Molti degli ultimi giochi della società sono andati in direzioni differenti rispetto al copione degli uccellini che vengono lanciati come dei missili, comprendendo un gioco in cui si gareggia con i go-kart, un gioco di abbinamento a 3 e un gioco di ruolo. Rantala si è rifiutato di rivelare i dettagli della spesa affrontata da Rovio per il sequel, che lo scorso mese è stato oggetto di un soft launch in Canada sotto il nome di Angry Birds Under Pigstruction. Ma ha fatto sapere che il suo sviluppo è costato più di qualsiasi altro gioco mai rilasciato dalla società, “un investimento multimilionario”.

Una nuova funzionalità? Un’arma che fa gonfiare gli ingordi maialini nemici per farli schizzare fuori dai crateri in cui si vanno a proteggere, rendendoli dei bersagli più facili. Inoltre, sono stati programmati nuovi livelli “boss” con dei maiali eccezionalmente forti da affrontare. Ma se i giocatori perderanno il loro tempo con il gioco e le sue novità è un’altra questione. I commenti al trailer del gioco pubblicato su YouTube spaziano dall’eccitazione alla confusione. “Cinquemila versioni di Angry Birds e avete avuto la faccia tosta di chiamare il nuovo gioco Angry Birds 2”, si legge in uno.

Quando il primo Angry Birds ha fatto il suo debutto, era uno dei mille giochi rilasciati ogni settimana sui principali app store, stima Brian Blau, analista di Gartner, aggiungendo che la maggior parte costava 1-2 dollari. Ma Angry Birds ha scalato le classifiche di download conquistando i giocatori con innovativi enigmi basati sulla fisica. Ora, vengono rilasciati circa cinquemila giochi la settimana, sempre secondo le proiezioni di Blau, e generalmente sono gratuiti. Il grosso dei ricavi viene realizzato tramite gli acquisti in-app, con i quali è possibile ottenere potenziamenti virtuali in breve tempo. Il mercato dei videogiochi mobile di oggi è dominato da sviluppatori come Supercell Oy e Machine Zone, che sono disposti a pagare lo spazio pubblicitario trasmesso durante il Super Bowl. Stando alla società di analisi App Annie, i loro prodotti si sono attestati tra le top five delle applicazioni più redditizie sugli store di Apple e Google per più di un anno. Sempre in base alle elaborazioni di App Annie, nel 2013 e nel 2014 Rovio non figurava nella top 10 degli editori di videogiochi più redditizi a livello mondiale o negli Stati Uniti. Ha espugnato la classifica dei migliori dieci editori di videogiochi per download in questi anni e finora ogni mese di quest’anno, ma non si tratta più dell’unico parametro di valutazione del successo.

“Se ha il capitale da investire nel marketing per promuovere la propria app, chiunque può scalare le classifiche”, ha commentato Richard Greenfield, analista di BTIG. “Il difficile è stimolare il pubblico a tornare e continuare a giocare ogni giorno, per non parlare di indurlo a spendere”. Per Rantala, gli sforzi di Rovio stanno dando i loro frutti. Nel 2014, le entrate derivanti dai giochi sono cresciute del 16%. “Lo scorso anno c’è stata una chiara evoluzione verso il free to play”, ha spiegato. “Ora abbiamo la sensazione di esserci arrivati”.

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 01/08/2015 8:14

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *