Arnold Schwarzenegger: “Terminator ti amerò per sempre”

Quando si dice avere cinque vite. C’era una volta il culturista vincitore di Mister Olympia. Poi Arnold Schwarzenegger diventa il re degli action movie, da Conan a Terminator. Nel 1986, sposa la giornalista tv Maria Shriver, nipote dell’ex presidente John Fitzgerald Kennedy e la sua vita prende il volo. E dal 7 ottobre 2003 al 3 gennaio 2011 diventa il 38° governatore (repubblicano) della California. Poi lo scivolone: nel 1997 ha una relazione con la governante Mildred Patricia Baena, detta Patty, e nel 2011 si scopre che da quel flirt era nato un figlio, Joseph. Il matrimonio con la Shriver non sopravvive a tanto, ma lui risorge per la quinta volta. E torna a Hollywood. Ora è nei cinema con l’horror Contagious – Epidemia mortale dove fa l’attore “vero”, e presto lo rivedremo in una nuova puntata della saga di Terminator.

Signor governatore, come è stato ritornare nei panni di Terminator?

«E stato come se non li avessi mai lasciati. Sono passati un po’ di anni dal 1984 e lui è diventato più umano, ma non troppo, infatti non sa ancora ridere o mostrare le emozioni in maniera perfetta. Questo personaggio è stato creato per me e solo io potevo farlo alla perfezione».

È più facile recitare oggi in un film del genere con tanti effetti speciali?

«E piu complicato e dispendioso. Non filmo solo l’azione, ma anche tutto il lavoro del motion capture, con 50 minuscole cineprese che ti filmano il viso e il corpo ricoperto di bottoncini che registrano tutti i tuoi movimenti. Fai “ah”, fai “oh”, fai “eh”, arrabbiati, sorridi… Ora mi hanno dentro un computer e quando svilupperanno altre tecniche mi faranno recitare anche tra 50 anni».

Lei ama tutta questa nuova tecnologia?

«Assolutamente sì. Quando ero governatore ho implementato l’uso dei computer per le ricette mediche, per esempio: circa mille persone all’anno morivano perché le ricette venivano lette male. L’avanzamento tecnologico nel campo della Medicina è fantastico e sono orgoglioso di come ho spinto la ricerca sulle cellule staminali. In California abbiamo il progetto di ricerca più grande del mondo».

E questo il suo più grande risultato come governatore?

«Certo e anche l’impegno a favore dell’ambiente. Da governatore ho cercato di trovare soluzioni che andassero bene sia ai repubblicani sia ai democratici. Tutti vogliamo un pianeta più pulito e verde e l’ecologia in California ha fatto passi in avanti».

Una cosa che non le è riuscita?

«Lavorare nei limiti del budget. Io non volevo spendere i soldi che non c’erano mentre i democratici se ne infischiavano e spesso ho perso».

Lei ha fatto tante cose belle nella vita. Ha coronato tutti i sogni che aveva. Se potesse rimediare a qualcosa di cui non è fiero?

«Il dolore che ho dato a mia moglie Maria e alla mia famiglia. Ho sbagliato. Ma quando cadi ti devi rialzare, solo i perdenti rimangono a terra. Ho chiesto perdono e ho imparato che nelle cose che fai non devi mai pensare solo a te stesso, ma alle persone alle quali il tuo gesto puo arrecare gioia o dolore».

L’ho sentita alla radio con Howard Stern dire che non crede nella psicoterapia.

«Il terapeuta che Maria e io avevamo consultato non mi piaceva. Mi faceva stare peggio. Sapevo di aver sbagliato e lo avevo ammesso con lei e con i miei figli e non me la sentivo di ammetterlo davanti a un estraneo. Per carità, c’è chi ci va e fa bene, ma a me non faceva bene».

Siete in buoni rapporti ora, lei e Maria?

«Siamo persone adulte e ci siamo capiti. Lei mi ha cacciato di casa e io me lo meritavo. Sono stato costretto a costruirmi una nuova vita, ma senza mai perdere un attimo per rimediare all’errore fatto e riconquistare l’amore e la fiducia della mia famiglia. Ho cinque figli. Quattro li ho avuti con Maria: Katherine, 25, Christina, 23, Patrick, 21, e Christopher, 17. Poi c’è Joseph, che ho avuto con Mildred, che ha anche lui 17 anni. È stata dura, ma oggi sono nel periodo più felice della mia vita, perché riusciamo a vivere insieme in maniera molto matura e responsabile. Alle feste o ai compleanni Maria viene con i ragazzi a casa mia o io vado a casa loro a celebrare l’occasione. Ero a Berlino nel giorno della Festa del papà e ho ricevuto tanti regali e palloncini. So che è stata Maria a organizzare tutto».

Patrick sembra voglia fare l’attore. E contento?

«Sono contento di tutti i miei figli. Sono cresciuti molto bene. Non ho mai detto a nessuno cosa fare, ho dato solo suggerimenti e tutti stanno scegliendosi la loro strada. Ma Patrick in particolare sembra avere le qualità di leader, ma vuole prima finire l’università alla USC, l’University of Southern California. Studia Amministrazione e Affari e sa quanto importante sia poter investire i soldi che guadagni. Quest’estate sta lavorando e ha già investito positivamente in alcune pizzerie. Sta già diventando ricco e sa che se Hollywood paga bene devi avere la testa giusta per investire e non bisogna fidarti solo di un manager d’affari. Io ho fatto così e non ho mai perso un solo investimento».

Patrick si è lasciato con Miley Cyrus?

«Eh, sono giovani. Hanno fatto la loro esperienza. Si vogliono bene, ma vanno per strade diverse. Miley è venuta a sciare con noi a Sun Valley quest’inverno e devo dire che mi è piaciuta molto. Una persona fantastica».

E lei, governatore? Chi è la donna che le sta accanto? Non sappiamo nulla di lei (Heather Milligan, ndr)…

«E così voglio che sia. È una persona meravigliosa e tutti i miei amici le vogliono bene».

Non ha detto nulla quando l’ha vista recitare nudo nel film? Ma era davvero lei?

«Certo che ero io! Non mi imbarazza il mio corpo. Ho lavorato a lungo per mostrarlo in tutta la sua gloria, ma le riprese sono state fatte con buon gusto».

Ci racconta cosa è successo al museo delle cere a Hollywood? Ha fatto scappare la gente…

«Lavoro con Muse, un pr che mi organizza varie situazioni per raccogliere fondi di beneficenza. Tiriamo su milioni di dollari che vanno allo Schwarzenegger Institute, alla ricerca per le staminali, alla R20 – Regions of Climate Action, la mia organizzazione no profit per l’energia pulita che ha trovato il supporto delle Nazioni Unite. Invito anche i miliardari a giocare a poker a casa mia e devono pagare il posto molto salato… Ma la situazione al museo delle cere è nata da un’idea degli autori di Muse. A Hollywood Boulevard ci sono gli eroi del cinema che camminano attorno al Teatro Cinese: Spiderman, Batman, Superman, i personaggi di Guerre Stellari e anche Terminator. E sono andato anch’io vestito da Terminator e quando sono capitato davanti al tizio che faceva Terminator mi ha chiesto con accento austriaco: “Chi sei?”. Gli ho dato subito dell’impostore e le ragazze che si stavano facendo fotografare attorno a lui sono venute attorno a me e l’abbiamo lasciato solo, soletto. Poi sono salito su uno di quegli autobus scoperti che portano in giro i turisti e ho fatto da guida. Ci siamo diverti molto, così abbiamo deciso di fare qualcosa anche al museo delle cere. Abbiamo fatto togliere il Terminator di cera e mi sono piazzato io con gli occhiali scuri, così potevo sbattere gli occhi. Alle 10 del mattino hanno aperto e sono stato lì per mezz’ora e tutto ha funzionato bene finché una bella signora del Kenya con un bambino in braccio mi è venuta vicina e esclamato al marito: “È fatto così bene che sembra vero”. E io le ho sussurrato all’orecchio: “Fatti fare una foto, tesoro”. Ha fatto un salto che quasi faceva cadere il bambino ed è scappata via».

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Scritto da Magazine Donna il 08/07/2015 11:44

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