Assalto dei cinghiali mutanti Sbranata coppia di anziani

ALBERTO SAMONÀ –  Morire sbranato da un cinghiale davanti alla propria abitazione. È un destino assurdo quello toccato a Salvatore Rinaudo, 77 anni, ucciso a morsi dall’animale in una zona di campagna in contrada Mollo, non lontana da Cefalù. Aggredita anche la moglie Rosa, 73 anni, accorsa nell’estremo tentativo di salvare il marito, che ha riportato profonde ferite m ultiple all’addome e alle gambe, prima di riuscire miracolosamente a sfuggire alle fauci del cinghiale.

L’allarme è stato dato dal figlio della coppia: sul posto sono giunti i carabinieri e un’ambulanza del 118, che ha trasportato d’urgenza la donna all’ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù, da cui è stata dimessa nel pomeriggio di ieri. A raccontare agli inquirenti le concitate fasi dell’aggressione è stata la stessa anziana,che ha riferito che attorno alle 8,30 il marito era uscito per far passeggiare i cani, che ad un tratto hanno cominciato ad abbaiare. A quel punto sarebbe arrivato un branco di cinghiali e Rinaudo si sarebbe messo in mezzo per salvare i cani: un gesto che gli è stato fatale, perché un grosso cinghiale gli è saltato addosso, colpendolo ripetutamente a morsi.

Nel frattempo, mentre la procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, in Sicilia infuriano le polemiche sui cinghiali allo stato brado che sovrappopolano il parco delle Madonie e le aree di montagna e di collina circostanti. Spesso gli assalti avvengono per opera di “cinghio- maiali”, cinghiali che si accoppiano con maiali selvatici, di cui queste zone sono piene. L’aggressione di ieri è avvenuta fuori dal territorio del parco, ma per molti si tratta di una tragedia annunciata, perché da anni questi animali stanno mettendo a dura prova abitanti e turisti, distruggendo raccolti, causando incidenti d’auto e arrivando, per la fame, a poche decine di meni dai centri abitati.

Come da copione, il presidente della Regione Crocetta ha già fatto sapere che domani il governo regionale si riunirà per deliberare un piano immediato di messa in sicurezza per tutte le aree fruibili dai cittadini nei parchi. Peccato che la tragedia ci sia già stata e ci sia scappato il morto.A lanciare l’allarme sulla gravità della situazione è il presidente del parco delle Madonie, Angelo Pizzuto: «Nonostante le reiterate richieste ben documentate dell’ente parco – sottolinea – il legislatore non ha ancora preso gli idonei provvedimenti, lasciando al caso e alla fortuna la risoluzione
di un problema atavico. Ora il tempo è scaduto. Ho partecipato a decine di riunioni e tavoli tecnici, in cui abbiamo proposto, fin dal 2010, l’unico sistema ritenuto idoneo a frenare il proliferare di questi animali ibridi inselvatichiti, e cioè l’abbattimento selettivo supervisionato dalle forze dell’ordine, ma finora nulla è cambiato».

D’accordo all’abbattimento dei cinghiali, anche gli ambientalisti del Wwf, che però denunciano un business che ruoterebbe attorno alla carne di questi animali: «C’è un mercato nero che vale centinaia di migliaia di euro», afferma Franco Ferroni, responsabile aree protette e politiche agricole del Wwf Italia, «per un cinghiale abbattuto legalmente, ce ne sono almeno due abbattuti illegalmente e questo significa anche sul mercato, e sulle nostre tavole, arrivano animali non controllati. La soluzione è affidare le catture a chi subisce i danni maggiori, cioè gli agricoltori, che potrebbero trasformare questo problema in una risorsa». Nell’ultimo anno sono state diverse le aggressioni di cinghiali avvenute in varie parti d’Italia. L’ultima mortale, a maggio, nei pressi di Brescia, costata la vita a un agricoltore.

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Scritto da Magazine Donna il 09/08/2015 9:09

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