Atomica all’Iran: Obama cede su tutta la linea Suicida fidarsi degli ayatollah

«L’accordo di Vienna con l’Iran è un errore storico scioccante. Israele non è legato a questo accordo con l’Iran che continua a perseguire la nostra distruzione. Noi ci difenderemo!». La reazione diBibiNetan-yahu all’accordo di Vienna è furiosa ed è motivata dalla struttura stessa dell’intesa. I particolari del protocollo siglato a Vienna non sono noti, ma è appurato che la sua struttura è assolutamente premiale per l’Iran. Obama ha infatti negato le proprie stesse premesse iniziali e invece di cercare un accordo che impedisse all’Iran di dotarsi diuna atomica, allontana questa prospettiva -in pura teoria- di soli 10 anni.

Questo, a fronte di una crisi che è scoppiata proprio perché l’Aiea e l’Onu avevano appurato che l’Iran non rispettava le regole del Trattato dinon Proliferazione atomica e raffinava uranio -anche in centrali segrete – per arrivare indubitabilmente a dotarsi di una atomica. Dunque, Obama non ha davanti a sé un interlocutore affidabile, ma il gruppo dirigente di un Paese che ha già dato prova di totale inaffidabilità. Ma c’è di più, al di là del numero delle centrifughe che saranno ridotte (da 19mila a 5.060) e delle ispezioni che l’Aiea potrà effettivamente svolgere negli impianti nucle -ariiraniani, l’accordo, come sostiene il presidente iraniano Rohani, prevede «che vengano tolte tutte le sanzioni economiche all’atto della sua firma». Con questo, l’Iran verrà subito in possesso di 100 miliardi di suoi depositi su banche estere sinora congelati, potrà incassare decine di miliardi dalla vendita del petrolio (sinora l’Onu l’aveva sottoposto a embargo) e godrà dei benefici di decine di miliardi di investimenti stra-nierinel suo obsoleto e decrepito apparato produttivo e di infrastrutture.

Obama ha un bel dire che «l’Aiea avrà accesso quando e dove è necessario e se gli impegni non verranno rispettati, tutte le sanzioni saranno rispristinate», ma si sa che tra la verifica tecnico-scientifica da parte dell’Aiea di una eventuale infrazione dell’accordo, la sua indispensabile omologazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e l’approvazione di una risoluzione che riapplichi le sanzioni, passano anni (così è successo nel 2006, quando l’Aiea rilevò le prime infrazioni iraniane). Non solo: è enorme la possibilità di arricchire l’uranio di nascosto, in impianti sotterranei impermeabili al rilevamentodall’estemo delle radiazioni, di cui il montuoso Iran dispone a iosa (come si è appurato che ha fatto nel recente passato). Si ritorna dunque al punto politico focale: Obama concede la patente di affidabilità a un gruppo dirigente iraniano che invece, a partire dalla sua Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, si è dimostrato sempre inaffidabile.

Manon basta: Obama si è rifiutato di imporre all’Iran di trattare anche sulle sue continue aggressioni militari in Siria, Yemen, Libano e a Gaza (le decine di migliaia di missili sparati su Israele da Gaza sono tutti iraniani). Aggressioni militari che mettono in pericolo non solo Israele, ma anche l’avversario secolare degli sciitiiraniani: l’Arabia Saudita (contro cui sono puntati i missili iraniani) e i Paesi sunniti, in primis l’Egitto. Paesi che condividono l’analisi di N etanyhau: «In un decennio questo accordo ci darà un regime terrorista più ricco e più ostinato nell’intenzione di portare a termine il proprio arsenale nucleare. Le potenze mondialihanno fatto un accordo con il principale sponsor del terrorismo internazionale». La cosa incredibile è che l’amministrazione Obama è perfettamente cosciente di queste aggressioni militari dell’Iran, tanto che pochi mesi fa John Kerry l’ha apertamente accusato di essere causa della guerra civile nello Yemen: «L’Iran deve sapere che gli Stati Uniti non rimarranno a guardare mentre la regione viene destabilizzata o mentre alcune persone lanciano una guerra aperta superando le linee, i confini intemazionali, in altri Paesi». Ma, per una scelta irresponsabile, ne Obama, né Kerry hanno imposto all’Iran di mettere sul tavolo di Vienna anche l’impegno a cessare le sue comprovate ingerenze nello Yeman.

La conseguenza di questa strategia è dunque paradossale: grazie a questo accordo l’Arabia Saudita (ma anche l’Egitto) hanno deciso di dotarsi di un armamento atomico. Ryad ha comprato già 16 (!) centrali nucleari dalla Russia e l Egitto ne ha comprata una. Dunque la conseguenza della scelta di Obama, come dicono apertamente i dirigenti sauditi è una sola: la proliferazione di bombe atomiche nei paesi del Golfo…

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Scritto da Magazine Donna il 15/07/2015 5:45

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