Attacco kamikaze, strage in Turchia

Simona Verrazzo (Libero) ■■■ È di almeno 30 morti e un centinaio di feriti il bilancio dell’esplosione, ieri, nel centro culturale Amara, nel distretto turco di Suruc, provincia sudorientale di Sanliurfa, vicino al confine con la Siria. Lo ha annunciato Abdullah Ciftci, governatore del distretto di Su-ruc, spiegando che 21 persone sono morte sul colpo e altre nove sono morte in ospedale, dove erano state trasportate per le ferite. L’esplosione è dovuta a una kamikaze di circa 18 anni, legata allo Stato islamico (Isis). L’esplosione ha colpito un raduno di circa 300 esponenti della Federazione delle associazioni dei giovani socialisti (Sgdf), che stavano preparando una spedizione per la ricostruzione della città curda di Kobane, in territorio siriano, confinante proprio con Suruc. Nello stesso centro culturale il partito filocurdo Hdp stava organizzando l’accoglienza per i rifugiati provenienti dalla Siria. Tra le vittime molti erano studenti universitari che avevano intenzione di aiutare la popolazione di Kobane, assediata per mesi dallo Stato islamico.

Sull’episodio è intervenuto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan: «Condanno quelli che hanno commesso questa brutalità. Il terrore deve essere condannato da dovunque provenga – ha detto in conferenza stampa – La morte dei cittadini e l’alto numero di feriti in questo atto terroristico ci rattrista». Oltre al presidente è intervenuto anche il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, che, a differenza di Erdo-gan, ha confermato la militanza dell’at-tentatrice nell’Isis. «In base alle prime indagini, si è trattato di un attentato eseguito dal Daesh», ha dichiarato Davutoglu. Nei mesi scorsi la Turchia è stata accusata più volte di aiutare, o quantomeno facilitare, lo Stato islamico in chiave anti-Assad. Anche gli Stati Uniti hanno espresso la loro vicinanza alla Turchia. La Casa Bianca ha duramente condannato «l’atroce attacco terroristico». «Esprimiamo la nostra solidarietà al governo e al popolo turco e ribadiamo la nostra assoluta determinazione a lottare contro la comune minaccia del terrorismo», ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

Quasi contemporaneamente all’attacco di Suruc un altro kamikaze, stavolta un uomo, si è fatto esplodere dall’altra parte del confine, esattamente a Ko-bane, provocando la morte di almeno due persone. Non si esclude che i due attentati siano stati organizzati dallo stesso gruppo per ottenere un effetto moltiplicato.

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Scritto da Magazine Donna il 21/07/2015 6:29

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