Attenzione a questa mail: sembra innocua, invece vi prosciuga il conto

Diversi cittadini hanno ricevuto via email richieste di false comunicazioni in merito a rimborsi fiscali per gli anni 2014 e 2015. Quei messaggi utilizzavano “fraudolentemente”  il logo dell’Agenzia delle Entrate, come denunciato dall’ente in un comunicato stampa diffuso lo scorso 13 agosto.

Come già avviene con mail che utilizzano falsi loghi di enti noti e usati da moltissimi cittadini (citando ad esempio banche, carte di credito, postepay), nel corpo della missiva si viene invitati a cliccare su un link, che indirizza ad un’altra pagina internet contenente una griglia con dati da inserire, tra cui – naturalmente – gli estremi della carta di credito o del conto corrente.

Si tratta di un tentativo di “phishing“, che non ha niente a che vedere con l’Agenzia delle Entrate, e quindi non bisogna né cliccare sul link né tantomeno completare il form.

Ben venga l’informazione, preziosa ed essenziale, ma una domanda viene spontanea: nell’era della globalizzazione e della spinta massiccia dell’informatizzazione, è possibile che lo Stato Italiano non riesca a risalire e ad arrestare chi si applica in queste malefatte? È possibile che le pene inflitte siano virtuali” quando il danno che ne scaturisce per molti non lo è per niente!?

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Scritto da Magazine Donna il 21/08/2015 22:16

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