Baglioni e Morandi, l’unione fa la musica: maratona di concerti per i “Capitani coraggiosi”

Più che coraggiosi i capitani Baglioni e Morandi sono insaziabili. Maratoneti infaticabili che non sanno rinunciare a quasi nulla delle loro storie musicali. Così, il concerto che li mette insieme diventa una cavalcata di oltre tre ore dove ognuno è chiamato a rispolverare quasi tutto il proprio passato, un’autoconfessione con la scusa che a cantare si è in due. «Noi saremo sempre qua» dice la canzone sigla, Capitani coraggiosi che apre la serata al Centrale del tennis.

E suona, oltre che un augurio, quasi una minaccia. E, infatti, nello stadio ci resteranno per altri undici concerti (a 8 mila spettatori a botta), ma soprattutto sfidando notte, umidità, rischi di pioggia perché il bel palco, sul lato corto del catino tennistico, non ha nessuna copertura. Se scende la pioggia (come canta Morandi senza fare scongiuri) non si va in scena. Ma se si va (in scena) si va avanti a oltranza duettando e scherzando. «Gianni ti ricordi tutto?» gli fa Claudio. E lui: «Sì, sono Gianni Morandi, nato a Monghidoro…».

ISTRIONICI
Poco dopo, la presa in giro sulle aste del microfono, che Morandi non mette mai a posto come fa, invece, il diligente Baglioni: «Stasera hai fatto le aste, da domani passiamo alle vocali». Il bolognese ci sta, lui è il monello, il compare romano è il secchione «che fa tutto lui a 360 gradi, luci, palco, arrangiamenti».
Si, sono diversi Baglioni e Morandi. Claudio che complica, Gianni che semplifica. Hanno storie lontane, ma sono più vicini di quanto non si creda. A unirli c’è il gusto per la melodia, per la canzone rotonda e il comune sentire nazionalpopolare. Funziona la coppia, anche quando Baglioni si arrampica in quei suoi finali incoscienti fatti per mettere in difficoltà la vocalità da pianura di Morandi.

Ma l’altro ci sta e ce la fa (proprio come Uno su mille). Succede, in prova, con Il nostro concerto, canzone tributo (ne faranno una a sera) con Claudio che spara la chiusura e Gianni chiede: «Forse possiamo farlo un po’ più mesti». Morandi gioca di rimessa, sa che può contare su un arsenale che va da Scende la pioggia a Se perdo anche te, Banane e lampone, Canzonistonate, Un mondo d’amore, Non son degno di te, Vita, C’era un ragazzo. A un certo punto, intona «passerotto non andare via», verso storico dell’estetica baglioniana (le prime parole di Sabato pomeriggio) e la fa diventare immediatamente morandiana. E Baglioni? Risponde con E adesso la pubblicità, Questo piccolo grande amore, Poster, E tu, Strada facendo, Avrai, Mille giorni, La vita è adesso. Ma tranne brevi spazi il concerto è tutto Baglionimorandi, uno canta le canzoni dell’altro e viceversa, ma soprattutto cantano insieme. E, se c’è quel tanto naturale di sfida che vive nel respiro di ogni artista, la disponibilità è totale condita da arrangiamenti che chiamano i fiati a sottolineare i riff più insistiti con gusto funky, dando freschezza a pezzi cantanti, suonati, ascoltati mille volte, ma non in questo modo.

Si replica stasera, domani ,da lunedì a sabato, venerdì 25 e sabato 26. Più due nuove date: 1 e 2 ottobre.

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Scritto da Magazine Donna il 12/09/2015 4:19

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