Bangkok non ha più dubbi «Sono state le Camicie Rosse»

di Maurizio Stefanini «Oggi abbiamo un sospetto che è stato ripreso da una telecamera a circuito chiuso, anche se non è del tutto chiaro», ha detto il giorno dopo il più grave attentato nella storia della Thailandia il primo ministro Prayuth Chanocha. «L’uomo sarebbe legato ad un gruppo anti-governati- vo localizzato nel nord-est della Thailandia», ha aggiunto. L’area roccaforte delle Camicie Rosse fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra. 6 giovane, aveva una maglia gialla, i capelli mossi e gli occhiali, e le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre alle 18,52 abbandonava uno zaino all’interno del santuario di Erawan a Bangkok, per poi usare un telefono cellulare e dileguarsi. Tre minuti dopo, scoppiava la bomba il cui bilancio è salito a 22 morti, tra cui sette stranieri, e 120 feriti.

Su quello che è in questo momento l’uomo più ricercato di tutta la Thailandia il giornale The Nation aggiunge l’ulteriore informazione «di fonti della polizia», secondo cui il sospetto avrebbe avuto «un aspetto arabo». La drammatica conferma sulla pista del terrorismo jihadista internazionale? Alcuni analisti a questo proposito hanno osservato che oltre ai ribelli separatisti malesi e musulmani del Sud, a al Qaeda e all’Isis, a poter fare un attentato del genere avrebbero potuto essere anche gli uiguri, a loro volta musulmani in rivolta separatista contro la Cina. Molti turisti cinesi frequentano infatti l’area, ci sono cinesi tra le vittime, e il nazionalismo uiguro ce l’ha con la Thailandia per via di profughi cui non è stato concesso asilo. Ma in realtà l’immagine del video che è stato reso noto, e che è stata presa alle 7 della sera locale, sembra un po’ troppo oscura per poter riconoscere chiaramente certe caratteristiche etniche. Può essere che vi siano testimonianze oculari ulteriori: ma è probabile che la competenza del thailandese medio per distinguere a vista tra un arabo, un europeo o un indiano non sia troppo diversa dalla competenza dell’italiano medio per distinguere a vista tra un cinese, un giapponese o un coreano. Cioè, prossima allo zero.

D’altra parte, sono le stesse autorità thailandesi a escludere sistematicamente quella pista del terrorismo islamico che pure a gran parte dei media era sembrata all’inizio la più logica. Anzi, la stessa versione iniziale su due bombe di cui una in motocicletta secondo una modalità di azione tipica dei ribelli del Sud è stata modificata, per spiegare che invece è scoppiata una bomba sola. Insomma, per lo stesso capo dell’Esercito e viceministro della Difesa generale Udomej Sitabutr il modus operandi «non coincide con gli incidenti del sud della Thailandia». Però l’offensiva terrorista continua: una bomba a mano lanciata dall’alto è infatti ieri esplosa nei pressi di un molo sul fiume Chao Phraya, molto utilizzato dai pendolari. Tutto si è risolto in un po’ di rumore, ma solo per un pelo non ci sono scappali altri cadaveri. La Farnesina dunque consiglia gli italiani a Bangkok di evitare per il momento la zona Chidlom-Erawan.

Sebbene i thailandesi della strada parlando con i corrispondenti stranieri insistano che «non può essere stato uno di noi», il governo come già ricordato punta il dito sulle Camicie Rosse: anche se il sospetto del video la camicia che portava era appunto gialla, come il movimento degli avversari di Thak- sin. 1122 maggio 2014 Yingluck, la sorella di Shinawatra eletta premier perché lui era stato escliso dalle elezioni, è stata infatti deposta da un golpe, e lo scorso aprile la legge marziale è stata rimpiazzata con un decreto sulla sicurezza nazionale che dà alla giunta ancora più potere per schiacciare ogni «atto che miri a ferire la pace nazionale e la stabilità». Fra qualche giorno si dovrebbero inoltre approvare alcuni emendamenti alla nuova costituzione che danno all’esercito poteri speciali per cinque anni dopo la fine dell’emergenza per garantire quella che viene definita una transizione pacifica. Potrebbe dunque essere un segnale dell’opposizione, per dimostrare che l’esercito non riesce a mantenere la sicurezza. Ma in Italia di fronte a uno scenario del genere è difficile non riandare alle vecchie teorie sulla “strategia della pensione”, e sospettare una provocazione del potere per screditare l’opposizione e giustificare il regime autoritario. Il contesto è delicato anche per l’avanzata età dell’87enne  Bhumibhol Adulyadej, malato e ormai incapace di garantire un futuro al regno. Prayuth potrebbe restare al potere sino a che non verrà definita la questione della successione.

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Scritto da Magazine Donna il 19/08/2015 9:11

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