Barletta choc: 30 mila euro per uccidere l’ex marito

Fabiana Ventura, di certo, quello appena trascorso lo ricorderà come il peggiore dei suoi compleanni. La ventenne pugliese, tornando a casa a notte fonda, il 6 agosto, ha trovato gli agenti del Commissariato della cittadina guidati dall’ispettore Antonio Corvasce. Arrestavano sua madre, la quarantenne Concetta Dimatteo per condurla nel carcere di Trani. L’accusa? E stata lei a chiedere l’uccisione, sventata solo per l’imperizia dei killer, di suo padre, l’ex marito Pasquale Ventura.

È il 20 gennaio scorso: nel pieno centro di Barletta, Ventura sta per salire in macchina quando sente un colpo fragoroso. Le urla, la fuga di corsa col cuore impazzito, schivando gli altri proiettili esplosi da un sicario a bordo di una molo in corsa. Colpi non per spaventale, colpi per ammazzare. Missione fallita. Già, ma chi è Ventura? Un uomo molto noto in città e soprattutto in consiglio comunale, dove è capogruppo per il Pd. A Oggi, il politico riesce solo a dire: «Pur sapendo che era stata lei ci sentivamo e cercavo di aiutarla. L’ho fatto per i nostri figli. E adesso sto male per i figli». Poi chiede silenzio. Comprensibile.

LEI NON DICE UNA PAROLA

Decisamente più sorprendente il silenzio, assoluto, dell’ex moglie, che del lenlalo omicidio è presunta mandante (ma chi ha letto tutte le carte dell’indagine quel “presunta” sembra metterlo solo per dovere d’ufficio).

«Al momento dell’arresto la signora Di matteo non ha battuto ciglio», racconta l’ispettore Corvasce. Qualche minuto per leggere con attenzione l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, su richiesta del pm della stessa Procura, Mirella Conticelli, «e poi solo un cenno di assenso».

Gli altri due arrestati in questa vicenda che ricorda il delitto Gucci (per fortuna non nel tragico epilogo), sono i pregiudicali Artan Belliu di 53 anni, albanese, che ha fatto da intermediario, e Giacomo Lanotte, di 32 anni, colui che ha materialmente esploso i colpi di arma da fuoco. Già agli arresti dal febbraio scorso per tentato omicidio, l’albanese ventinovenne Igli Kamberi, che procurò e guidò la molo. Ma perché Concetta, avrebbe assoldato un killer per far fuori il padre dei suoi tre figli? Eccola qui la banalità del male, eccola qua, se i falli verranno confermati, la sceneggiatura di un pessimo film. Di una banalità che allen isce. Fino a Ire anni fa Concetta Dimatteo vive una vita realmente tranquilla. Originaria di una famiglia di piccoli proprietari terrieri né ricchi né poveri, fa la casalinga ed è, appunto, tranquillamente sposata con Pasquale, diploma di ragioniere, bancario, figlio di un vice sindaco, eletto nel 2013 consigliere comunale.

Poi, improvvisamente, circa tre anni fa, la tempesta. Spiega l’ispettore: «Pasquale va via da casa, decide di lasciare Concetta per una nuova compagna da cui ha poi avuto un figlio». Cerlezze in frantumi per Formai ex moglie che perde la testa nonostante, raccontano, «ci risulti che Pasquale non le faccia mancare nulla».

Tutto qui, sospettano gli inquirenti: Concetta non può sopportare l’idea che magari presto Pasquale le chieda quel divorzio con cui lei perderebbe ogni diritto patrimoniale sui beni di famiglia, intestando magari i beni che lui possiede direttamente ai figli. Pasquale come bancario non guadagna certo cifre elevate. Ma dalle dichiarazioni del 2014 pubblicate sul sito del Comune di Barletta, il consigliere risulta essere proprietario di tre fabbricali e di un posto auto. Beni ereditati dalla sua famiglia d’origine.

IL PREZZO? 30 MILA EURO

Il piano prende corpo meno di un anno fa. «Ne parla con Artan Belliu, un albanese. Lo conosce da tempo, è il papà di una cara amica di sua figlia Fabiana». Bisogna assolutamente farlo, bisogna trovare attraverso Belliu qualcuno che possa assassinarlo. E promette a fatto compiuto un compenso di 30 mila euro.

Soldi che non avrebbe mai poi corrisposto, pare abbia confessato. L’hanno beccata a distanza di quasi sette mesi, grazie a indagini accuratissime da parte del personale della squadra investigativa del commissariato della Polizia di Barletta, fatte anche di intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre ai filmali dalle telecamere di sorveglianza.

All’indomani dell’agguato, si sospettava una diversa matrice del reato. Ventura nel 2014 era stato indagato dalla Procura di Frani per corruzione: bisognava cercare lì? «Indubbiamente, in casi come questo, che vedono coinvolti politici, la prima cosa cui si pensa è un attentalo legato al ruolo pubblico», spiega a Oggi il Pubblico ministero Mirella Conticelli. Appena la notizia arrivò a Roma venne addirittura interrotta la seduta parlamentare. Rosy Bindi comunicò che era avvenuto un attentalo e aggiunse: «Si alza il tiro contro gli amministratori locali». «Sì», dice il magistrato, «si diede subito quella chiave rii lettura. In realtà abbiamo capito molto presto che la pista era un’altra. E il movente strettamente privalo: motivi patrimoniali, questioni di assegnazioni di proprietà immobiliari».

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Scritto da Magazine Donna il 12/08/2015 11:13

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