“MABASTA!”: i ragazzi di Lecce dicono NO al bullismo

«Quando abbiamo parlato in classe del caso della ragazza di Pordenone ci è venuta l’idea». La storia di Pordenone è quella del gennaio scorso: una dodicenne vittima del bullismo dei suoi compagni che tenta il suicidio gettandosi dalla finestra: «Sono una sfigata, non ce la faccio più». A reagire è una classe che vive all’altro capo dell’Italia: la I A dell’Istituto tecnico-economico Galilei-Costa di Lecce, guidata dal professore di informatica Daniele Manni. Proprio quel docente che l’anno scorso fu selezionato tra i 50 candidati del cosiddetto Nobel dell’insegnamento. Sono nove ragazzi e cinque ragazze. Si chiamano Giorgio, Martina, Mattia, Mirko, Jacopo, Patrick, Marta, Lorenzo, Niki, Simone, Francesca, Michela, Edoardo, Alice, e hanno pensato di creare il primo movimento dal basso contro il bullismo. Alla triste storia di Pordenone si sono aggiunte quella di Nuoro (la ragazza additata come «porta iella» e perseguitata dai compagni) e quella di Galatone (il 12enne costretto a stendersi sui binari per essere bersagliato da una pioggia di gommini). Non si contano gli altri casi di bullismo, fisici e digitali, fa lo stesso. Qualche giorno fa sul Corriere Ivan Cotroneo ha raccontato di aver ascoltato, durante il casting per il film «Il bacio», molte testimonianze di soprusi subìti da ragazze e ragazzi. E si soffermava sui rischi che corrono in Rete gli adolescenti: disprezzo, offese, minacce per lo più anonime.

«MaBasta!» è un grido di protesta. E attorno a questo acronimo (Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti) i ragazzi di Lecce vorrebbero raccogliere le adesioni dei coetanei di tutta Italia. Contagiare la sensibilità su un fenomeno che minaccia di diventare una piaga sociale: l’aggressività sistematica di gruppo contro un individuo percepito come più vulnerabile. Perché i bulli, essendo fragili a loro volta al di là delle apparenze, colpiscono laddove colgono la debolezza. Ed è accertato che il disagio spesso accomuna il persecutore coetaneo e la vittima designata, che talvolta ha difficoltà a comunicare subito la propria sofferenza. Si tratta poi di identificare il responsabile, punirlo certo, ma anche aiutarlo a uscire da quella tragica coazione. «Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi, dalle elementari alle superiori: vogliamo diventare tantissimi», propongono gli alunni di Lecce. È l’idea di «associarsi per formare una grande voce contro la prepotenza e il sopruso», dice Jacopo, «perché non c’è bisogno di essere vittime per ribellarsi».
E a questo nobilissimo scopo, che coinvolge il senso di responsabilità e di cittadinanza, il movimento «MaBasta» si dà da fare come può: una pagina Facebook e un sito internet autoprodotto con una campagna di video-spot e fotografie (www.mabasta.org è in corso di allestimento). «Come ogni anno — dice il prof Manni — abbiamo cercato un’idea operativa per un lavoro in rete: vere e proprie startup da avviare subito, sin dalla scuola superiore. Leggendo i giornali ci siamo soffermati sul caso di Pordenone e Giorgio ha suggerito: perché non lavoriamo sul bullismo? Ora avvieremo il progetto, incontrando esperti del settore, adulti che guidino i ragazzi con la loro esperienza». Intanto è arrivata l’adesione di quattro importanti siti che si occupano di educazione: Your Edu Action, OrizzonteScuola, Aetnanet e MasterProf. Già, perché la parola chiave è sempre quella: educazione. Prima dei loro figli devono conoscerla i genitori.

Atti di cyberbullismo, così come di bullismo reale, possono avere conseguenze gravi e rilevanza penale, dal momento che costituiscono una violazione del Codice civile, del Codice penale e del codice della Privacy.

Il bullismo può essere sconfitto? Abbiamo costituito un’associazione per dimostrare ai bulli e alle bulle che quelli che remano contro sono molto più numerosi di loro.

Sono Giorgio, Martina, Mattia, Mirko, Jacopo, Patrick, Marta, Lorenzo, Niki, Simone, Francesca, Michela, Edoardo, Alice, e hanno pensato di creare il primo movimento dal basso contro il bullismo.

A dare lo scossone decisivo alle coscienze dei ragazzi è stato il tragico caso della 12enne di Pordenone che ha tentato di suicidarsi gettandosi da un balcone, a causa degli abusi subiti a scuola dai compagni.

L’idea ci è venuta – raccontano i ragazzi – quando abbiamo parlato in classe del caso dellaragazza di Pordenone che ha tentato di farla finita perché non ce la faceva più a sopportare le azioni di bullismo da parte dei compagni”. “Come ogni anno abbiamo cercato un’idea operativa per un lavoro in rete: vere e proprie startup da avviare subito, sin dalla scuola superiore. Ora avvieremo il progetto, incontrando esperti del settore, adulti che guidino i ragazzi con la loro esperienza“.

Gli studenti del liceo di Lecce si appellano al sostegno di tutti: “Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi, dalle elementari alle superiori: vogliamo diventare tantissimi“, con l’obiettivo di “associarsi per formare una grande voce contro la prepotenza e il sopruso, perché non c’è bisogno di essere vittime per ribellarsi“. Tra questi ultimi, hanno già avuto l’immediato sostegno di quattro importanti siti che si occupano di education: Your Edu Action, OrizzonteScuola, Aetnanet e MasterProf.

È un grido di protesta per tangere la sensibilità su una piaga sociale: perché i bulli, fragili a loro volta come e forse più delle vittime nonostante tutto, colpiscono laddove colgono debolezza.

Sono giovanissimi (14-15 anni) i ragazzi della 1°A dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce che hanno dato vita all’iniziativa “MABASTA!“.

Creatività e determinazione certo non mancano e il web (ma non solo) sarà al loro fianco nella comunicazione e di divulgazione del loro progetto: hanno già creato un apposito logo e aperto una pagina Facebook, stanno lavorando alla realizzazione e pubblicazione di un sito internet autoprodotto (www.mabasta.org) e hanno lanciato una prima campagna fatta di piccoli video-spot e fotografie realizzati in proprio, in cui ci mettono la faccia nel dire “Ma basta!”.

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Scritto da Magazine Donna il 19/02/2016 5:16

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