Beppe Grillo sul Financial Times attacca i leader europei

Liquida Angela Merkel e Jean-Claude Juncker come “due malati che non sanno nulla della vita”. È scettico su Alexis Tsipras: “Spero non svenda il Paese”. E ovviamente picchia duro su Matteo Renzi: “È moralmente ritardato”. In due ore di colloquio con il Financial Times, Beppe Grillo semina giudizi e opinioni su quasi tutto. Ai giornalisti stranieri parla sempre volentieri, il leader dei Cinque Stelle: “il più grande partito italiano di protesta” come li definisce l’autore dell’intervista, James Politi. L’incontro con l’artista genovese avviene sulla terrazza di un golf club sulla Costa Smeralda, in Sardegna, e il giornalista ironizza: “Luogo improbabile per incontrare uno dei più importanti populisti d’Europa”.

IL POPULISTAGRILLO si siede a tavola. E tra una focaccia e un’insalata mista dice la sua, partendo dalla Grecia: “Cosa penso dell’accordo con l’Unione europea? Non so, ogni nazione ha perso la sua sovranità, la politica è stata delegata ai banchieri”. Gli chiedono se è valsa la pena di fare il referendum. E lui, che la domenica del voto era ad Atene assieme a parlamentari del M5s, difende la consultazione greca: “Ha aiutato a chiarire che queste decisioni dovrebbero essere prese dai popoli”. Ma è preoccupato: “Se Tsipras venderà il Paese, sarà proprio quello che i greci non vogliono”. I fendenti veri però li riserva alla cancelliera tedesca Merkel e al presidente della Commissione europea, Juncker: “Hanno una specie di malattia, che gli rende difficile riconoscere le emozioni degli altri, come dolore, piacere, gioia. Non gli interessa se hanno messo alla fame decine di milioni di persone per esigenze di bilancio: abbiamo affidato le nostre vite a persone che non sanno nulla della vita”. Certo, il nemico numero uno rimane l’euro: “Da quando l’Italia è entrata nell’unione mo -netaria tutti gli indicatori economici e sociali sono peggiorati”. E allora, si torna alla Grecia: “Sono andato ad Atene con pane e calze, pensando di trovare gente in terra che urlava. E invece ho scoperto una splendida città con i ristoranti pieni. Se si tornasse alla dracma diventerebbe un paradiso sulla terra”. Arriva la frutta, e Grillo parla del Papa: “Ha copiato molto da noi” scherza. Celebra: “La rivoluzione del Movimento è mettere le persone oneste dove devono stare”.

GLI CHIEDONO se non si sia mai candidato per la condanna per omicidio colposo, per qu el l’incidente d’auto del 1981 in cui rimasero uccise tre persone: “Non è quello il motivo, non ho mai avuto desiderio di fare il mestiere del politico”. Poi esplode, su Renzi: “È solo un curatore fallimentare con più di verve rispetto ad altri, ma mente. È moralmente ritardato”. Sul finale, confessa di essersi un po’ ricreduto su Obama (“Pensavo fosse un uomo meraviglioso”), e fa a pezzi il Ttip, l’accordo transatlantico sul commercio (“Ci faranno mangiare parmigiano con latte in polvere”). Saluti. Grillo se ne torna in spiaggia. Tra il 16 e il 18 ottobre sarà il volto della tre giorni dei Cinque Stelle a Imola, una nuova edizione del raduno al Circo Massimo di Roma dell’anno scorso.

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Scritto da Magazine Donna il 18/07/2015 6:01

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