Berlusconi alla carica: se mi arrestano fate la rivoluzione

«Into ‘sto core tengo solo a’tte / Quando te guardo non respiro cchiù / Sei troppo bella e lo saje pure tuuuu». La canzone che Silvio Berlusconi ha voluto dedicare alla compagna Francesca Pascale – duettando con Mariano Apicella – nel corso della festa per i suoi trenta anni alla Casina Valadier è stata “La Gelosia”. Ma del Cavaliere mattatore di mercoledì sera c’era traccia ancora ieri mattina quando, alle undici spaccate, l’ex premier ha preso la parola all’Auletta dei gruppi di Montecitorio, dove era atteso per la prima Conferenza degli amministratori forzi-sti, “Futuro Comune”. Berlusconi è salito sul palchetto allestito dall’organizzatore, Marcello Fiori, e l’ha buttata subito sull’ironia: «Non capisco come facciate ad essere così contenti visto che i giornali dicono che siete tutti rot-tamati…». Poche ore prima il quotidiano “Repubblica” era in edicola con una indiscrezione ghiotta, ma subito smentita: «Berlusconi non ricandiderà nessuno».

Senza cravatta, giacca e camicia blu scuro, l’ex premier ha cercato subito la standing ovation, rassicurando la sua squadra: «Solo un folle potrebbe pensare di rottamare Fi e chi combatte al suo fianco», attacca. Nessuno sarà rottamato, rassicura, il che non significa che lui abbia in mente un «pro -getto pazzo» per il futuro centrodestra, «una grande casa della speranza, aperta a tutti», dai «partiti alle associazioni, ai club». Il leader di Fi smentisce di voler chiudere il partito, ma conferma di stare lavorando ad un “listone” che riesca a coinvolgere tutti i partiti del centrodestra e, soprattutto, un pezzo di società civile. Il tempo c’è: «Abbiamo un anno, molto probabilmente due», stima. Anche sulle resistenze leghiste e le ambizioni del leader del Carroccio l’ex premier appare molto rassicurante: «State sereni, non abbiate paura, io con Salvini ho un rapporto assolutamente tranquillizzante.

Salvini sa bene i suoi limiti e conosce le sue capacità, quindi, ben venga il voto alla Lega». Su una cosa il leader di Fi vuole essere chiaro: «Dentro questa casa della Speranza o “Altra Italia” o chiamatela come volete voi, non ci saranno politici di professione, ma solo persone che vengono dalla vita vera. Sarà qualcosa di molto lontano da un partito e da un movimento, aperta a tutti». A questo proposito, dopo ripetute dichiarazioni contro le preferenze, l’ex premier confessa di rimpiangerle: «La legge elettorale sarà cambiata e ci saranno le preferenze libere per tutti, perchè ora i 100 capilista bloccati sono ingiusti». Anche sul programma il lavoro è a buon punto: si va dalla «chiusura di Equitalia» all’assegno per le casalinghe, dalla sicurezza allo stop ai processi politici, «come avvenne per Gesù, processato per lesa maestà contro i romani». A questo proposito, il Cavaliere alza per un momento la voce: «Potrei andarmene all’estero, ma mi frega il senso di responsabilità e quindi torno. Ora non ho più protezione, non sono neanche parlamentare, potrei trovarmi a non essere più in libertà.

Se questo dovesse accadere, Cristo, io spero che abbiate il coraggio di fare una rivoluzione», ha aggiunto, infiammando la platea di amministratori e parlamentari. «Per i kalashnikov», ha aggiunto ridendo, «rivolgetevi a Bossi…». Stavoltal’expremierha parlato poco di politica internazionale, ma è tornato ad attaccare «Matteo Renzi, che non conta niente in Europa perché tutti sanno che è venuto da giochi di palazzo e non da elezioni» e ha fatto un paragone tra la Grecia di oggi e l’Italia del 2011: «Dopo la speculazione della Bundesbank, al G20 di Cannes mi ritrovai nella stessa posizione diTsipras…». Per evitare che possa ri-accadere, Berlusconi vuole annunciare prima del voto la composizione del “suo” governo: «Ci saranno 20 saggi che formeranno un governo di persone competenti ed oneste». Chissà se ora di allora sarà ricucita la frattura con Raffaele Fitto. L’ex ministro, Daniele Capezzone e una dozzina diparlamentari , hanno presentato ieri pomeriggio il nuovo movimento: “Conservatori e riformisti”. Il simbolo è un leone blu, lo slogan “Meno tasse e meno Stato”. «Facciamo sentire che siamo leoni», ha arringato Fitto. Con Denis Verdini e i suoi le cose vanno pure peggio: ieri sera hanno salvato nuovamente il governo. Alle 21, mentre si discuteva di riforma della Pa, i dem non avevano più il numero legale: gli eletti con Fi più vicini all’ex coordinatore Pdl sono rientrati in Aula per consentire il prosieguo della discussione.

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Scritto da Magazine Donna il 17/07/2015 7:02

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