Bimbo morto in metro a Roma, tre denunciati per omicidio colposo

ROMA – Tre persone sono state denunciate per concorso in omicidio colposo per la morte del piccolo Marco, il bambino di quattro morto dopo essere precipitato per dieci metri nella tromba dell’ascensore della stazione Furio Camillo della Metro A di Roma. Si tratta di un addetto dell’Atac e di due guardie giurate della società Italpol che, dopo il blocco dell’ascensore in cui il piccolo viaggiava con la madre, hanno provato ad effettuare la manovra di emergenza per liberare i passeggeri.

LA RICOSTRUZIONE – Me lo sono visto scivolare dalle mani. Perché proprio a me?“, sono le uniche parole che è riuscita a dire la mamma del piccolo, subito dopo la tragedia. All’origine ci sarebbe stata una manovra azzardata da parte di uno dei tecnici della metro A. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione Tuscolana diretti dal capitano Lorenzo Iacobone, Francesca e il piccolo Marco stavano scendendo alla fermata con l’ascensore ed erano soli al momento della tragedia. L’ascensore si sarebbe fermato e la donna avrebbe richiesto aiuto. A quel punto, secondo la ricostruzione degli investigatori, un agente della stazione Furio Camillo è intervenuto, secondo “una procedura non codificata”, come affermato subito dell’assessore alla Mobilità Guido Improta. Affiancato l’ascensore fermo con dentro la madre ed il figlio, in quel momento nel passeggino, il tecnico ha aperto le porte di entrambi gli elevatori, poi la caduta nel vuoto e la tragedia.

SOCCORRITORI IN LACRIME – Immediati i soccorsi, nel giro di pochi minuti sono arrivati sul posto i vigili del fuoco con le squadre Saf ma non hanno potuto far altro che recuperare il corpicino del piccolo Marco già privo di vita. Chi era presente in quel momento alla fermata Furio Camillo ha visto le lacrime e gli occhi gonfi di dolori da parte degli stessi vigili del fuoco e degli addetti, mentre una voce all’altoparlante, emotivamente provata, annunciava la chiusura della stazione, invitando i passeggeri a uscire. La mamma del bambino, disperata, è piombata in uno stato di shock assistita dalle forze dell’ordine e dai soccorritori. Originaria di Latina e residente con il marito Giovanni poco distante dal luogo della tragedia, Francesca è rimasta per ore accanto al figlio.

LE INDAGINI –  I genitori del piccolo sono stati ascoltati poi dai carabinieri della stazione Piazza Dante, mentre una psicologa ha assistito la mamma. L’ascensore è stato messo sotto sequestro e sul caso indaga il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani che procede per omicidio colposo.

LA COMMISSIONE DI ATAC – Anche Atac ha nominato una commissione interna “di cui fanno parte tre persone che si aggiunge alle indagini in corso delle autorità competenti – ha dichiarato Giuseppe Noia, ufficio comunicazione Atac – Non è un problema di manutenzione degli ascensori, non credo sia questo. Sono in corso le indagini. Ci sono delle telecamere e il materiale è stato messo a disposizione della magistratura”.

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Scritto da Magazine Donna il 10/07/2015 13:32

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