Bruxelles, choc e allarme rosso Merkel: «Vanno contro un muro»

BRUXELLES Ileader europei si trovano di fronte a una scelta esistenziale sull’integrità della zona euro, dopo la vittoria del no nel referendum in Grecia. Ma il governo-Tsipras rischia di scontrarsi con un muro d’opposizione nel suo tentativo di arrivare ad un accordo con i creditori internazionali che permetta ad Atene di evitare un’uscita dalla moneta unica. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varou-fakis, ha spiegato che in 24 ore un compromesso è fattibile, mentre Tsipras è intenzionato a inviare subito la sua squadra di negoziatori a Bruxelles. Appena usciti i primi exit poll, il presidente francese, François Hollande, e la cancellie-ra tedesca, Angela Merkel, hanno annunciato che si incontreranno questa sera in un mini-vertice all’ Eliseo per valutare la situazione. Intanto un vertice dell’Eurozona è stato convocato dal presidente del Consiglio Ue Tusk per le 18 di domani. Un Euro Working Group -l’organismo di tecnici dei governi nazionali che prepara l’Eurogrup-po – si terrà nel pomeriggio. Già oggi è prevista una conference call con Juncker, lo stesso Tusk, Mario Draghi e Jerom Dijsselbloem, il

presidente dell’Eurogruppo che ha definito il risultato «deplorevole perla Grecia». Ma, prima e dopo il voto, i leader europei hanno avvertito che il no potrebbe portare alla Grexit. «Dovranno introdurre un’altra moneta dopo il referendum», aveva detto il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, prima del voto. «Un no significa no all’euro», ha spiegato il primo ministro estone, Taavi Roi-vas.

LE PRIME REAZIONI

La prima reazione a Bruxelles è stata di choc e sorpresa, di fronte ad un’ondata di no che nessuno si aspettava, visto il sostegno massiccio della popolazione greca per la moneta unica. Presentando la consultazione come un referendum sulla permanenza nell’euro e nell’ Unione Europea, i leader europei avevano scommesso su una chiara vittoria del sì, le dimissioni di Tsipras e la formazione di un governo tecnico con cui arrivare ad un rapido accordo. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, non ha voluto reagire fino alla pubblicazione dei risultati definitivi. Alcuni responsabili europei, in particolare nel campo dei Socialisti&Democratici, spingono per un compromesso ad ogni costo. Hollande vuole tornare a sedersi al tavolo delle trattative. Non a caso il premier greco ha riservato la sua prima telefonata al presidente francese. Ma la fiducia tra Tsipras e altri leader europei non c’è più. Secondo indiscrezioni dello Spiegel, in una riunione ristretta del suo partito, Merkel avrebbe accusato Tsipras di portare «il suo paese a sbattere contro un muro ad occhi aperti» e «giocare alla roulette russa» con la Grecia.

IPOTESI QUARANTENA

Se accetteranno la richiesta dei greci, i partner europei dovranno negoziare un nuovo pacchetto di aiuti finanziari che l’Fmi stima in 50 miliardi per tre anni e discutere di uno sconto sul debito. Ma il tempo stringe: un accordo deve essere trovato entro il 20 luglio, quando la Grecia deve rimborsare 3,5 miliardi di euro di titoli in scadenza alla Bce. In caso di default, l’istituzione di Mario Draghi potrebbe non solo tagliare la liquidità di emergenza del programma Ela, ma escludere anche la Grecia da Target 2, portando di fatto Atene fuori dall’euro. L’ipotesi di una messa in quarantena della Grecia – l’isolamento ma dentro la moneta unica – è in discussione. Per continuare a pagare stipendi e pensioni, il governo Tsipras potrebbe introdurre degli Iou (una sorta di pagherò, ndr) come ha fatto la California dopo il default del 2008, ha spiegato il governatore della Banca centrale olandese, Ewald Nowotny. Ma la Bce non è pronta a tollerare una «moneta parallela per più di una settimana», ha avvertito Nowotny.

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Scritto da Magazine Donna il 06/07/2015 5:49

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