Bunga bunga col vibratore Il diario Hot di Iris Berardi

Fu Pier Paolo Pasolini a fare l’osceno e magistrale racconto della Salò mussoliniana ovvero le 120 giornate di Sodoma. Molto più modestamente è l’olgettina italo-brasiliana Iris Berardi a vergare a mano, in 21 pagine di quaderno, il romanzo porno della Salò berlusconiana di questi anni. Del resto, quando si ripete, la storia è farsa non tragedia. E la farsa del Bunga bunga a luci a rosse trova il suo clamoroso compimento nella scena riportata ieri dal Fatto: Berardi che viola con un dildo Silvio Berlusconi e lui che dice: “Piano amore sennò così mi fai male”. Chiosa finale dell’olgettina: “Per un paio di mesi rimasi schifata ma ora se ci penso mi viene da ridere”. In quest’ultima frase, c’è tutta la parabola triste del berlusconismo, che completa la dolorosa rassegnazione dell’ex moglie Veronica Lario, quando esplose lo scandalo della minorenne di Casoria: “Mio marito è un uomo malato”. Satiriasi.

Le due situazioni più estreme

Le due pagine più scabrose, con molti dettagli vietati ai minori di 18 anni, del manoscritto di Berardi si concludono proprio con la sodomia dell’ex Cavaliere. È una scena romanzata dall’olgettina, sulla base del racconto vero che si trova tre pagine più avanti. Si tratta di atti giudiziari del cosiddetto Ruby ter, in cui Berlusconi è imputato per corruzione di testimoni. Berardi descrive nella sua bozza di romanzo la seconda scena intitolata Bunga Bunga night club, che si chiude così: “1 ragazza si sente trascurata, prende un grandissimo ca..o nero e lo mette nel c..o a mister bunga bunga, lui inizia a godere come un porco fino a che non s a in

faccia a tutte le ragazze. Una ragazza sviene e per rianimarla arr ivano 2 infermiere che al posto del’endoscopio hanno un filo con le palline e delle corde che usano per legarla attorno al palo per poi frustarla e violentarla in gruppo (bondage)”.

Il dildo blu a due punte

La prima scena raccontata da Berardi ha un titolo da filmetto porno di serie B: Bunga Bunga Hot Party!!!. Ecco la descrizione: “1° Scena: Bunga Bunga Salon. 1 attore (mister bunga bunga): abito elegante blu e fular al collo, 8/12 ragazze (vestite con costumi diversi: poliziotta, infermiera…). 1 dildo blu a 2 punte; trio di maccheroni a formare il tricolore, se possibile piccole mucche che addobbano il tavolo. Le ragazze entrano nel salone, si fanno leccare le tette e baciare da mister bunga bunga. Mangiano, bevono, ridono, alcune ragazze (3) si cimentano in uno strip, mentre altre due fingono di cantare facendo un po o al dildo. La poliziotta siede sul tavolo facendosi leccare la f..a mentre la scolaretta passa da sotto il tavolo, gli sbottona i calzoni e gli succhia il c…o. Arrivano 3 cameriere che mentre sono vicine al tavolo per sparecchiare vengono violentate”.

La Minetti sdraiata sul tavolo

Il capoverso finale comincia così: “La consigliera regionale si sdraia sul tavolo”. Lei, ovviamente, è Nicole Minetti e tutto il resto è irriferibile. Non ci sono puntini che tengano. È la scena di un’orgia in cui “mister bunga bunga” è impegnato in più atti di un’oscenità molto complessa, aggrovigliata e liquida. Tre pagine più avanti c’è quindi la confessione di Berardi, che ad Arcore arrivò minorenne, sulla presunta sodomia di Berlusconi. La pagina però si apre con tutt’altro tono. Tra il sognante e il malinconico: “Per tanto tempo ho aspettato chiesto e pregato per avere un po’ di felicità. Ho chiesto a Dio e tanto desiderato un uomo che mi amasse ma oggi ho finalmente capito o trovato due risposte: la felicità non si aspetta ma si crea, un uomo ancora no grazie forse in un lontano futuro io sono Iris Berardi non ho bisogno di nessun uomo (…) ho vissuto anni in una gabbia d’oro sì era bellissimo ma sempre una gabbia era. Però certo devo ammetterlo io nella mia pur breve vita non mi sono fatta mancare nulla, ho avuto tutti i vizi del mondo: droga, alcol, sigarette, sesso e anche lì non mi sono fatta mancare nulla dalle orge ad Arcore, alle marchette, sesso con donne, sesso con 2 contemporaneamente sì sono stata brava la vita me la sono goduta”. Segue, appunto, la violazione del Condannato.

Lo sfogo contro la fidanzata Francesca

Subito dopo, Berardi non nasconde il tema della follia: “Non so se quello che scrivo verrà mai letto da terzi non so se diventerà un libbro o resterà solo un ricordo della mia poco ordinaria vita ma se mai venisse pubblicato vorrei tanto che tra i lettori ci ci fosse un qualche psichiatra”. A proposito di pazzia e cinismo. Ecco uno sfogo di Barbara Guerra, altra olgettina, quando il povero ragioniere Giuseppe Spinelli, ufficiale pagatore del Bunga Bunga, viene rapito, tre anni fa: “No cazzo! No cazzo! Spinelli. No amo non possono rapirlo adesso. Mi deve intestare la casa e mi deve dare la macchina nuova. Poi può fare quel cazzo che vuole. Può anche andare a finire sotto una tomba, sotto un treno”. Per tornare alla questione gay, le ragazze del Bunga Bunga si sfogano contro Francesca Pascale, fidanzata di B., anche in questo modo: “Ma è il pensiero che c’è dietro a questa battaglia pro-gay che è meschino e da abile giocatrice. A Lei non frega un c…o dei Gay… Lo sta solo facendo per ingraziarsi la fetta di popolo Gay che, ad oggi, non ha schieramento politico e non si sente tutelata nei suoi diritti”.

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Scritto da Magazine Donna il 05/07/2015 7:33

Comments

  1. Solo un fesso potrebbe credere nella buona fede della “signorina”. Io, che considero Berlusconi un fallito della politica italiana, lo ho comunque difeso dagli eccessi processuali dell’olgettine-gate. Alla faccia del femminismo militante, delle pari opportunita’ e della dignita’ sbandierata a tutti i costi dal regno femminile; un punto resta fermo: non tutte le donne sono puttane, ma tutte le puttane sono certamente donne. E non hanno neppure la grandezza morale delle meretrici che lo fanno per vocazione. Tra loro e Berlusconi la figura piu’ meschina, se cosi si puo’ dire, la fanno le prime, Pronte a svendere la verginita’ per un piatto di lenticchie, a ricucirsi l’imene da brave novizie, ad attendere il momento propizio e a monetizzare la loro abissale nullita’ al cospetto di sua santita’ la stampa. Auguri!

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