California, strage in un centro disabili: 14 morti. Terrore in California, uccisi due killer

Ancora una strage di massa negli Stati Uniti. Teatro dell’enesima tragedia San Bernardino, in California, a circa 100 chilometri da Los Angeles, dove un uomo e un donna, pesantemente armati, sono entrati in un centro per disabili hanno cominciato a sparare e lasciato a terra almeno 14 morti e 18 feriti, prima di fuggire a bordo di un Suv e venire uccisi dalla polizia.

L’Fbi sta trattando la sparatoria di San Bernardino come un caso di terrorismo. Lo riporta il New York Times. Ma è anche possibile che sia legata a una lite sul posto di lavoro, ha detto il presidente Barack Obama, rassicurando gli americani sul fatto che sarà chiarito il movente: «Andremo a fondo alla vicenda» e «resteremo vigili».

I due assassini sono stati identificati come Syed Rizwan Farook, 28 anni, e Tashfeen Malik, 27 anni. I due sono stati poi uccisi nello scontro con gli agenti dopo un inseguimento. I due killer erano armati di fucili d’assalto e armi semi automatiche. Sul luogo della sparatoria sono stati trovati anche esplosivi.

Syed Rizwan Farook, musulmano di origina araba, era andato in Arabia Saudita la scorsa primavera per circa un mese ed era tornato negli Stati Uniti sposato: la ha detto un collega di Farook, Patrick Baccari. I parenti di Farrok sostengono che Malik era sua moglie, mentre la polizia si è limitata a parlare di un rapporto tra i due. Ma Syed Farooq sarebbe stato in contatto «con più di un soggetto del terrorismo internazionale». Lo hanno detto fonti giudiziarie alla Cnn, secondo cui il giovane si era «radicalizzato»

Entrambi sono stati uccisi dalla polizia. Non si conosce ancora il movente della strage ma secondo l’Fbi si potrebbe trattare di terrorismo interno. I killer hanno colpito mentre era in corso la festa di Natale, sparando per 30 secondi, fermandosi per ricaricare e colpendo ancora. Poi la fuga a bordo di un suv nero mentre sul posto interveniva la polizia locale e le squadre di artificieri che hanno fatto brillare un pacco sospetto nell’edificio e hanno poi trovato altro esplosivo nell’edificio.

È probabile che Farook fosse radicalizzato, affermano fonti dell’Fbi alla Cnn, spiegando che l’uomo era in contatto telefonico e via social media con più di un soggetto legato al terrorismo internazionale. La radicalizzazione di Farook – spiegano le stesse fonti investigative – potrebbe aver contribuito insieme ad altri motivi (come una controversia sul posto di lavoro) ad accendere la miccia che ha portato alla strage.

Il malfunzionamento di un telecomando avrebbe evitato l’esplosione di un ‘tubo-bombà sul luogo della strage di san Bernardino, in California. Lo ha detto il capo della polizia locale. In casa dei due killer sono stati trovati altri 12 ordigni del genere, insieme a un vero e proprio arsenale tra cui oltre 5.000 proiettili. In tutto i due killer hanno esploso nella sala della strage 75 colpi, ma avevano con sè oltre 1.600 proiettili. Contro di loro gli agenti hanno esploso 380 colpi, crivellando di colpi l’auto su cui erano in fuga.

«Un uomo armato è entrato nel centro e ha iniziato a sparare. Ho visto corpi a terra», ha raccontato una donna che è riuscita a sfuggire alla sparatoria, salvandosi solo perché si è chiusa a chiave dentro uno degli uffici.

Gli agenti hanno ricevuto una segnalazione che li ha portati a un indirizzo nella cittadina di Redlands, nella contea di San Bernardino, dove il suv è stato avvistato. È iniziato un inseguimento le cui immagini sono state trasmesse in diretta tv e uno scontro a fuoco tra la polizia e gli assassini che si sono sbarazzati di diversi tubi esplosivi lanciandoli dal finestrino. L’auto dei killer è stata poi crivellata di colpi mentre gli agenti accerchiavano la zona. Nello scontro a fuoco è rimasto ferito anche un poliziotto, ma le sue condizioni non sono gravi.

È la peggiore sparatoria di massa avvenuta negli Usa dopo l’attacco alla scuola elementare di Newtown, nel Connecticut, dove tre anni fa morirono 26 tra bambini e adulti.

Al momento dell’irruzione dei killer sembra che nei locali dell’Inland Regional Center, specializzato in servizi sociali e nella cura di bimbi autistici, si stesse svolgendo una conferenza. «È stato un attacco in stile militare», hanno affermato alcune fonti investigative. Il capo della polizia locale ha spiegato come i killer non abbiano improvvisato il raid nel centro ma siano giunti «preparati», ben consapevoli di dove e come colpire.

Lo stesso presidente Usa, Barack Obama, appreso le prime informazioni sulla sparatoria è tornato a parlare della violenza causata dalle armi invocando misure bipartisan per garantire la sicurezza dei cittadini americani. «Basta con le sparatorie. Il Congresso deve fare di più prevenire la violenza delle armi da fuoco», è stata la sua prima reazione.

Del resto il nuovo episodio di violenza arriva a meno di una settimana dal folle gesto di un uomo bianco che in una clinica abortista del Colorado ha ucciso tre persone, tra cui un poliziotto. E, dati alla mano, quella di oggi dall’inzio del 2015 in America è stata la 355/ma sparatoria. «Sembra che oramai abbiamo accettato questo tipo di incidenti. Ma questa – è lo sfogo di Obama – non può diventare la normalità».

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Scritto da Magazine Donna il 04/12/2015 5:49

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