Caos sulle unioni civili L’Ncd minaccia Renzi «Pronti ad andarcene»

A line pomeriggio Carlo Giovanardi è una furia: «Ci trattano come ascari, come utili idioti. Ora basta! C’è un limite ed è stato superato, noi ce ne andiamo». Il Partito democratico forza i tempi del disegno di legge sulle unioni civili. Matteo Renzi vuole che sia legge entro la fine dell’anno. Allora, una volta chiuso l’iter delle riforme costituzionali, il premier intende mettere il turbo al ddl Cirinnà. Le unioni civili approderanno direttamente in Aula, senza passare dal lavoro preliminare della Commissione.

La nuova formulazione del testo mantiene tutti gli aspetti più critici, secondo il Nuovo centrodestra. Il Pd, attacca Giovanardi, «vuole imporre la reversibilità delle pensioni, la pratica dell’utero in affitto e l’adozione dei bambini da parte deigay. Oramai, con centomila euro, ti compri un bimbo “chiavi in mano”, prodotto con la selezione genetica. È vergognoso!». Ma è tutto il Ncd che è sul piede di guerra. È vero che senza ivotidi Angelino Alfano, a Palazzo Madama, la maggioranza non ha i numeri. Però, sulle unioni gay, Renzi è pronto a sfruttare il sostegno di Ala, del Movimento 5 Stelle e di una parte di Forza Italia. Per cui, il premier non ha remore nel forzare la mano con i centristi. Considerandoli ininfluenti in questa vicenda.

Loro? L’ala critica fa sapere che la misura è colma. Il coordinatore Gaetano Quagliariello continua a lanciare segnali bellicosi. Sulla riforma costituzionale (quando mercoledì non ha partecipato al voto sul nuovo meccanismo di elezione del Quirinale) e sul ddl Cirinnà. Invitando i senatori a violare il patto di maggioranza. Ancora Giovanardi, il più duro di tutti: «Il governo di Renzi è peggio di don Gino Flaim (il prete che giustifica i pedoflli, ndr), perché Palazzo Chigi collabora con il circolo Mario Mieli».

Sono mesi che il Nuovo Centrodestra manda giù bocconi amari. A cominciare dalla elezione del Presidente della Repubblica, quando Alfano, con Silvio Berlusconi, provò a sostenere una candidatura alternativa (Pier Ferdinando Casini), salvo poi subire la forzatura del premier, che impose alla sua maggioranza il nome che aveva scelto lui: Sergio Mattarella. Il ministro del-
l’Interno più volte ha dovuto soccombere di fronte al decisionismo di Renzi. Ciò ha inevitabilmente creato malumori interni, tra critici e fllogover- nativi. Che invece continuano a difendere l’alleanza col Pd.

Ora? L’ala critica sembra non intenzionata a subire l’ennesimo strappo. Labase parlamentare delNcd, specie quella di Palazzo Madama, è frustrata. Alcuni senatori potrebbero cedere alle lusinghe di Verdini; altri potrebbero seguire l’esempio di Nunzia Di Girolamo, tornando in Forza Italia. Un momento di chiarezza saranno le Amministrative di primavere. Quando Ncd dovrà scegliere con chi allearsi. Con il Pd, come sostiene il ministro Beatrice Lorenzin. O con il centrodestra, come ritiene il capogruppo Maurizio Lupi, che potrebbe ambire alla carica di sindaco di Milano, con il sostegno di Forza Italia.

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Scritto da Magazine Donna il 09/10/2015 5:22

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