Cardarelli, inchiesta anti-assenteismo: coinvolti 8 operatori del centralino

Sul registro delle presenze risultavano di turno in tre ma in ufficio era realmente presente solo uno, che timbrava per gli altri. Con questo sistema sarebbe stata realizzata una truffa bella e buona, contestata a otto dipendenti dell’ospedale Cardarelli di Napoli, denunciati e destinatari di un avviso di garanzia firmato dai pm della Procura di Napoli che coordinano le indagini.

Nel fascicolo di inchiesta si ipotizza, oltre a quello di truffa, anche il reato di associazione per delinquere e gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti sul sistema adottato per mettere in atto l’illecito, e che si ritiene collaudato e studiato ad hoc per truffare lo Stato.

Le indagini sono svolte dai poliziotti del commissariato Arenella, agli ordini del vicequestore aggiunto Eugenio Marinelli, con la collaborazione degli agenti del drappello di polizia dell’ospedale, e hanno svelato come i dipendenti indagati abbiano fatto in modo di risultare presenti sul luogo di lavoro mentre da appostamenti e intercettazioni è emerso che facevano altro.

Le indagini si sono concentrate sull’ufficio del centralino della struttura sanitaria. Sono indagini che rientrano nella sfera del contrasto al fenomeno dell’assenteismo e sono state eseguite anche in seguito alla segnalazione presentata alla polizia, un mese fa, dagli stessi vertici della direzione sanitaria del Cardarelli per fare chiarezza su alcune anomalie riscontrate e legate soprattutto ai continui cambi di turno tra il personale e alle ore di straordinario particolarmente abbondanti, come se fossero state gonfiate, fino a superare le 60 ore al mese, facendo di conseguenza lievitare anche gli stipendi. Fino a circa 3mila euro.

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Scritto da Magazine Donna il 11/12/2015 8:20

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