Clandestini in poltrona, italiani per terra

di Enrico Paoli – Bene che vi vada, se proprio volete andare a risparmio e non avete particolari problemi, un «passaggio ponte» su uno dei traghetti della Tirrenia, da Cagliari a Civitavecchia, vi costa attorno ai 60 euro. Poco per avere il giusto, cioè l’arte di arrangiarsi. Ma se non siete di quelli che si adattano facilmente, una poltrona di prima classe, sempre sulla stessa tratta, vi costa attorno 75 euro. Cifre singole, ovviamente, che vanno moltiplicate per ogni familiare. A cui dovete aggiungere prenotazione e altri accessori. Insomma, un posto in paradiso, qual è la Sardegna d’estate, ha un suo costo.

Ma se siete un immigrato, per giunta clandestino non essendo stato identificato e foto segnalato come prevede la legge, e protestate da giorni sotto il Comune perché la Sardegna non vi piace e Cagliari è troppo lontana dal mondo che avete sognato e volete raggiungere con tutti i mezzi, un posto sul traghetto lo trovate subito. E non sul «passaggio ponte», ma su una comoda poltrona, con tanto di area riservata. Saltando la fila e le complicazioni legate alla prenotazione del posto. Alla faccia dei turisti «fai da te», degli stranieri che chiedono trasporti più efficienti, e dei sardi che vorrebbero un servizio migliore. Sempre, tutto l’anno. Nel Bel- paese vince solo chi protesta, come insegna la storia degli eritrei che hanno tenuto sotto scacco, per alcune settimane, il Comune di Cagliari e le strutture impegnate nell’opera di assistenza agli immigrati.

E visto che certe cose si fanno ma non si dicono, soprattutto si evita di farle vedere come vuole la logica renziana del «tutto va bene», gli immigrati sono stati imbarcati di notte e in gran segreto. Ad evitare che la cosa passasse sotto traccia è stato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha pubblicato su Facebook le immagini del trasbordo sulla motonave «Amsicora» della Tirrenia. Per gli immigrati è stata requisita una parte della nave, completamente dedicata a loro. «Con i portelloni della nave Amsicora già metà chiusi, un pullman di 50 eritrei è giunto rapidamente all’imbarco della Tirrenia», racconta il deputato,«in tutta fretta e per non destare nessuno sguardo sospetto dei passeggeri già a bordo, i 50 profughi sono fatti salire a bordo del traghetto verso Civitavecchia. Nello stesso frangente», spiega l’esponente di Unidos, «un altro pullman partiva in tutta fretta dalla Fiera di Cagliari (dove sono stati ospitati i rifugiati,ndr) carico di altri 50 migranti alla volta di Porto Torres dove arrivava con oltre un’ora di ritardo sulla tabella di marcia della motonave in partenza verso Genova».

Anche in questo caso area riservata al bordo del traghetto e trattamento di favore. Episodio, quest’ultimo che ha suscitato un duro attacco del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha pubblicato sul suo profilo Facebbok una foto del salone della nave polemizzando sul fatto che il traghetto fosse partito in ritardo e che fossero state riservate delle poltrone agli immigrati, «clandestini», per il leader del Carroccio. «Mentre tanti italiani dormiranno in terra sui materassini», il commento di Salvini. Quanto al ritardo, la Tirrenia ammette che il traghetto sia partito da Porto Torres con un’ora e mezza di ritardo per permettere di espletare tutte le procedure d’imbarco dei 50 eritrei, ma poi il ritardo è stato recuperato in crociera e la nave è giunta a Genova in orario.

E ora dei 200 profughi presenti a Cagliar: ora ne sono rimasti circa la metà. La Caritas vuole aiutarli a partire, perché «la Sardegna è una prigione per questi immigrati, che soffrono più di tutti la discontinuità territoriale e non vogliono rimanere su un’isola», spiega il responsabile dell’organizzazione, don Marco Lai. Resta da capire se gli immigrati imbarcati clandestinamente sui traghetti siano stati tutti identificati e registrati come prevede la legge, oppure sono riusciti a vincere anche questo braccio di ferro. Gli extracomunitari non vogliono essere registrati visto che non intendono restare in Italia, ma raggiungere i loro parenti sparsi per l’Europa. E per poterlo fare in fretta hanno bisogno delle «mani libere» in modo da muoversi sul territorio nazionale senza problemi, in barba alle leggi e all’Europa. Chissà se il premier Matteo Renzi lo ha spiegato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, durante la cena milanese. Alla fine i veri clandestini siamo noi…

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Scritto da Magazine Donna il 19/08/2015 8:49

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