Come funziona la truffa “Senza Confini”

Un piccolo tesoretto che percepivano in maniera irregolare, in barba alle regole e pure ai soldi dei cittadini che pagano i contributi all’Inps. La guardia di finanza di Venezia ha messo nel proprio mirino decine di pensionati con residenza in Italia che però spesso soggiornavano in madrepatria.Si tratta soprattutto di cittadini di nazionalità albanese e marocchina, ma nel calderone sono finite anche altre persone di origini dell’Est Europa e del Nord Africa.

Le fiamme gialle hanno scoperto una truffa ai danni dello Stato perpetrata da almeno 75 anziani che hanno chiesto e ottenuto un assegno sociale dall’Inps, in virtù di vari criteri, tra cui una residenza fissa in Italia.In verità, invece, alcuni di loro per lunghi periodi vivevano nei rispettivi paesi d’origine, senza comunicarlo all’Inps. Chi si assenta per più di un mese dal territorio nazionale ha infatti l’obbligo di dichiaralo all’istituto di previdenza.

Il motivo è semplice: dove il costo della vita è più basso l’assegno sociale erogato dall’Inps diventa più “pesante”. La Finanza ha chiesto all’aeroporto Marco Polo (Venezia) di poter accedere ai dati su partenze e arrivi di 700 cittadini che effettuavano diversi viaggi in Paesi dell’Unione Europea e anche extra Ue.Dopodiché le attenzioni si sono concentrate su 110 viaggiatori, di cui sono stati analizzati i visti di entrata e uscita dei rispettivi passaporti: le indagini hanno permesso quindi di scoprire che molti di loro soggiornavano fuori dall’Italia per periodi anche superiori all’anno. In 75 sono quindi finiti nei guai: si tratta di cittadini che avevano dichiarato la residenza in tutto il Triveneto e che di conseguenza si servivano dell’aeroporto Marco Polo per i propri spostamenti.

In dieci sono stati denunciati in quanto le somme indebitamente percepite sono risultate superiori ai 3.900 euro (i baschi verdi hanno controllato la documentazione degli ultimi cinque anni, dopodiché scatta la prescrizione). Per loro si aprirà poi un possibile processo al termine del quale l’Inps potrà battere cassa (ci sarà anche una probabile multa comminata dal giudice).

Gli altri 65, invece, in primis dovranno restituire a rate gli importi degli assegni sociali che non avrebbero dovuto intascarsi, dopodiché dovranno pagare una contravvenzione. Il suo importo totale è di 684mila euro. Un salasso. In tutto sono state scoperte percezioni indebite per 228mila euro.

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Scritto da Magazine Donna il 17/07/2015 7:50

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