Con la prima del «NY Times» il tracollo di Roma è globale

Se il sistema dell’accoglienza degli immigrati della Capitale è «full», lo sono anche i giornali stranieri. Ormai non c’è testata internazionale che non si occupi della Capitale, del suo degrado, dell’inadeguatezza del sindaco, Ignazio Marino, ribadita anche dal premier Matteo Renzi. «Si occupino delle cose concrete, dei problemi della gente, mettano a posto le loro città, sistemino la sanità. Se sono in grado di governare governino, vadano avanti altrimenti vadano a casa», dice il presidente del Consiglio intervistato alTg5, parlando diMarino e Rosario Crocetta. Un pieno divisibilità del quale i romani farebbero volentieri a meno.

A confezionare l’ultima «cartolina degli orrori» è stato il prestigioso New York Times che si è occupato del «degrado» della Capitale con una corrispondenza pubblicata in prima pagina dalla versione internazionale del quotidiano Usa, corredata da una eloquente foto di immondizie non raccolte nel centro dell’Urbe. «Il sindaco è onesto, ma lo è abbastanza per fermare il declino della città Eterna?», recita il titolo dell’articolo, pubblicato nell’edizione americana del giornale. «Sono stato aggressivo fin dall’inizio, in modo clinico», confida il sindaco-chirurgo in un’intervista alla corrispondente da Roma. «Abbiamo portato le regole: la cosa più importante per me a amministrare la città in modo trasparente e onesto, dice Marino, «e non mi importa nulla di quali fossero gliaccordipolitici in vigore prima del mio arrivo». Nel resto del servizio vengono elencati tutti i problemi in cui si dibatte Roma da mesi, dai parchi lasciati incolti agli scioperi selvaggi ai risvolti dell’indagine su Mafia Capitale. «Molti cittadini», scrive il New York Times, «danno credito all’onestà di Marino, ma sono arrabbiati perché non sta lavorando abbastanza per la città». Arrabbiati e dire poco. Stando ai sondaggi l’aggettivo è ben altro.

Il sindaco, da parte sua, ha contestato la traduzione dell’articolo e del titolo sostenendo che «il titolo del New York Ti- mes è molto bello. Mi è piaciuto molto, ma l’articolo parla delle valutazioni di alcuni giornalisti». Come se questi fossero dei marziani e non degli spettatori attenti del degrado che devasta la Città eterna. Dove anche un viaggio in metropolitana sipuò trasformare in un incubo. Come se non bastassero i disagi dovuti al presunto «sciopero bianco» dei macchinisti e ai continui malfunzionamenti e ritardi del trasporto pubblico. In tanti, ammassati su uno dei vagoni della metro B, hanno vissuto momenti di terrore quando le porte si sono aperte improvvisamente nel tragitto che collega la stazione Termini con la fermata di Castro Pretorio. La scena è stata immortalata in alcuni video di chi in quel momento si trovava sulla metro e ben presto hanno fatto il giro del mondo via Web. L’A- tac, l’azienda municipale per i trasporti, ha avviato un’indagine interna per verificare cosa non abbia funzionato e se si sia trattato di un problema tecnico o umano. Nel video si vede il macchinista che armeggia nel vano situato nella parte superiore della porta scorrevole, probabilmente nel tentativo di bloccare le porte.

Se questa è la città che deve accogliere il Giubileo e vuole ottenere le Olimpiadi del 2024, siamo davvero messi male. Tanto che stavola anche il presidente del Coni rompe il suo solito riserbo. «Non è una bella cosa, ma è inutile essere falsi e ipocriti: abbiamo molte cose positive e anche cose che sono criticità e debolezze», afferma Giovanni Malagò, «ci auguriamo che queste criticità vengano risolte al più presto».

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Scritto da Magazine Donna il 24/07/2015 6:18

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