Contrordine, la carne non fa male: “Lo studio è parziale”

Dopo l’allarme lanciato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) sui rischi per lasalute legati al consumo di carne rossa fresca e lavorata, la California sta valutando l’inserimento nell’etichetta di questi prodotti di un’avvertenza aiconsumatori che richiami la loro attenzione sui possibili rischi di cancerogenicità. Un duro colpo ai carnivori di tutto il mondo che però oggi possono tirare un sospiro di sollievo.

Il primo ad avanzare la richiesta di applicare questa norma anche alle carni lavorate e alle carni rosse fresche è stato il Center for Biological Diversity, suscitando l’immediata reazione contraria dei produttori di carne, associati nel North American Meat Institute (NAMI), secondo il quale la legge californiana non può essere applicata a prodotti sottoposti alla sorveglianza degli organi federali degli Usa.

Contrordine:Non era allarmista l’annuncio sul pericolo di sviluppare tumori mangiando carni rosse e lavorate”. “Sì, ci sono dei rischi ma i risultati finali dello studio, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, saranno resi noti soltanto a metà del 2016“. L’analisi è stata svolta interamente su carni provenienti dall’America, dove gli standard di controllo sono minori.

Attualmente, l’Ufficio californiano ha in corso le procedure per includere nella lista prevista dalla Proposition 65 il glifosato, l’erbicida più diffuso nel mondo, classificato dallo Iarc come “probabilmente cancerogeno”, e tre insetticidi: il malathion, anch’esso giudicato “probabilmente cancerogeno” dall’Agenzia dell’Oms, il tetrachlorvinphos e il parathion, giudicati “potenzialmente cancerogeni”.

Ma la bomba è stata lanciata e le prime vittime ci sono.

Pur non essendo un esperto in materia, ritengo modestamente che un organismo importante come l’O.m.s. (che, assieme a Unicef, Unesco, Fao e ad altre agenzie dell’O.N.U., costa ben 12 miliardi di dollari all’anno) debba occuparsi seriamente di ben altre emergenze in quest’ambito, come ad esempio la febbre Dengue in Brasile, e magari pensare agli errori commessi in passato con epidemie come l’Ebola e con altre “grandi emergenze sanitarie“, finite nel dimenticatoio, come la Mucca Pazza, la SARS e l’Aviaria; e non mi spingo più in là, magari trattando le indicazioni molto discutibili di tale agenzia in merito all’ideologia gender.

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Scritto da Magazine Donna il 07/11/2015 10:19

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