Cremona, strangola la moglie a mani nude poi scrive: “Voleva lasciarmi”. Arrestato

I carabinieri l’hanno trovata coricata sul letto, vestita e senza segni evidenti di violenza, tranne le ecchimosi sul collo, nell’appartamento al primo piano di una palazzina al numero 5 di via dell’Annona a Cremona, a due passi dallo stadio. Quando i militari sono entrati in casa, Nadia Guessons, marocchina nata a Kasbai Tadla che il prossimo 2 marzo avrebbe compiuto 46 anni, era morta da circa mezz’ora, forse asfissiata nel sonno.

L’autopsia stabilirà l’orario preciso del decesso, le cause e la dinamica. L’ha uccisa, strangolandola a mani nude, il marito Saddike Chabli, di 57 anni, originario di Sidi Aissa. L’uomo in quattro fogli, sequestrati dagli inquirenti, ha scritto di avere ucciso la donna perché lo voleva lasciare. Ad allertare i carabinieri era stato dal Marocco, dove abita, uno dei tre figli che l’uomo ha avuto da una precedente unione.

Altri due figlie avute da Nadia, Sofia e Sara, una minorenne e l’altra appena maggiorenne, si trovano entrambe in Marocco in vacanza e dovrebbero rientrare a Cremona in settimana. Dunque Nadia e Saddike erano soli. L’uomo ha riferito al figlio cos’era successo dicendogli che voleva farla finita. Ma non ha avuto il coraggio di uccidersi. Il giovane, invece, ha telefonato ai carabinieri. La sua chiamata è stata presa dalla stazione di Cassano d’Adda (Bergamo) da dove è partita la segnalazione al comando di Cremona che ha inviato una pattuglia sul posto.

I vicini della famiglia marocchina sono stati svegliati dal trambusto creato dalle forze dell’ordine. Fino a quel momento, era circa l’una di notte, non avevano sentito nulla. Non un rumore, non un grido, non un gemito. Agli inquirenti hanno raccontato che quella era una coppia tranquilla. Capitava di quando in quando che litigassero, come succede in tutte le famiglie, ma poi si tornava alla normalità che era scandita dagli orari della donna.

L’unica ombra nel passato di Saddike Chabli è una denuncia per maltrattamenti in famiglia che la moglie Nadia presentò all’inizio del 2012 in questura. Il processo è pendente in tribunale. Allora, la coppia abitava a Gadesco Pieve Delmona (Cremona). Nadia, hanno detto i vicini, si alzava al mattino presto per andare al lavoro in una mensa di via Bonomelli, in pieno centro storico. Quando tornava portava il cane in un campetto poco distante da casa dove spesso incontrava una vicina con la quale scambiava qualche parola. “Era una donna molto carina, gentile e riservata, era una grande ” ha spiegato Lia, che abita in un appartamento confinante a piano terra. L’unico motivo di discussione con i vicini era il cane che abbaiava spesso, spingendo alcuni inquilini a chiedere l’intervento della polizia locale.

Il peso della famiglia gravava tutto sulle spalle della donna perché Saddike Chabli era disoccupato da tempo. Sembra che questa condizione fosse la causa delle liti tra i due. All’accusa di omicidio volontario, formalizzata dal sostituto procuratore della Repubblica Lisa Saccaro, potrebbe aggiungersi per il marito della vittima l’aggravante della premeditazione, proprio in relazione ai propositi omicidi manifestati nel foglio scritto dall’uomo.

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Scritto da Magazine Donna il 13/01/2016 5:26

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