De Bortoli smonta Renzi: “È il clone grasso di B.”

Ferruccio de Bortoli a ruota libera su Matteo Renzi, di nuovo. Lasciando via Solferino, l’ex direttore del Corriere della Sera aveva definito il premier un “maleducato di talento”. Stavolta arriva a dargli del grassottello. All’inizio sembra volergli fare un complimento: “Ha incarnato una grande novità”.

Poi completa la frase: “anche in termini di giovanilismo, maleducazione, arroganza”.

“Governare – conclude De Bortoli – è un’altra cosa”.

Le bordate non arrivano dall’ “esilio” del Corriere del Ticino, ma sono raccolte da Beppe Benvenuto sulla storica rivista Linus, che domani torna in edicola con una nuova veste grafica e un nuovo direttore, Giovanni Robertini. De Bortoli non solo suona l’ennesima sveglia al premier, ma lo mette pure a dieta: “L’Italicum, circa un mostro, è stato disegnato come un abito su misura per un premier con la tendenza alla pinguedine”.

IL RITRATTO si fa sempre più violento: “Parla di sé in terza persona. È fantastico. Lui pensa che per governare basti raccontare una bella storia al Paese”. Il renzismo, secondo De Bortoli, “è al dunque (…) un prodotto di sintesi del berlusconismo di sinistra. È la dimostrazione di come il Pd, che ha sempre combattuto Berlusconi, sia stato conquistato da un suo clone. Ultimamente però inizia a battere qualche colpo a vuoto, tanto da sembrare in uno stato quasi confusionale”. Il “paradosso finale” per l’ex direttore del Corriere, è che alla fine gli tocca fare il tifo per lui: “Siamo costretti a sperare che Renzi resista e impari a governare”.

Si passa a Roma Capitale, ma De Bortoli ha sempre il tarlo del fiorentino: “Marino è stato il candidato di Renzi alle primarie. Va perciò difeso. Non è buona norma scaricare i propri candidati nel momento in cui non ti servono più. Lo trovo meschino”. Pingue e pure meschino. Non è finita: “Se ti limiti a scaricare chi non ti conviene più non sei uno statista, sei un opportunista e basta”. Non per i meriti di Marino, anzi: Renzi, semmai, non avrebbe dovuto “prendere un chirurgo genovese che non sa nulla di politica, una sorta di Forrest Gump”.

Parole di stima (o quasi) per il Movimento 5

Stelle, a sorpresa: “Pensavo fossero destinati a sparire e invece stanno conoscendo una seconda giovinezza. Con in più che si intravede una classe dirigente: degli studenti fuori corso integrati nel palazzo cominciano a dar prova d’intendere la complessità del governare”.

Il Pd, infine, è destinato “alla scissione, a meno che prima non imploda il renzismo”. Ed è “sotto schiaffo di tanti trasformismi: giovani turchi, bersaniani, bersaniani diventati renzia-ni, che magari al momento opportuno, con la stessa disinvoltura, confluiranno in altri schieramenti”. A tanti fischieranno le orecchie.

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Scritto da Magazine Donna il 02/07/2015 5:38

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