Delitto Garlasco: in Cassazione Alberto Stasi rischia il carcere

“La sentenza di rinvio dà atto che il movente non è stato individuato ma poi si industria a costruirne uno legato alla vicenda delle immagini pornografiche“, con il timore che Chiara potesse distruggere “l’immagine di ragazzo perbene e studente modello di Alberto – ha spiegato il sostituto pg -“.

Secondo la pubblica accusa, Stasi sarebbe stato sottoposto ad un procedimento viziato da importanti falle e pertanto passibile di “annullamento senza rinvio” a meno che la Corte non arrivi ad evidenziare “nuove acquisizioni o apprezzamenti differenti” in grado di rimettere in discussione tutto evitando l’assoluzione definitiva del sospetto killer di Chiara Poggi. “Dobbiamo valutare il fatto che vi è un insistito tentativo di individuare un movente – ha rilevato – e questo tentativo è rivelatore della debolezza dell’impianto accusatorio: gli indizi non sono indizi, non sono affatto certi e nella consapevolezza di questa realtà si cerca un movente che non si riesce a trovare.L’omicida viene definito spietato ma poi si esclude l’aggravante della crudeltà, proprio per la consapevolezza di un impianto accusatorio fragile. Perchè se Alberto è innocente deve essere assolto, ma se è colpevole deve avere la pena che merita“, ha concluso. Tuttavia, il pg in segno di “rispetto” come lui stesso dice più volte chiede un annullamento con rinvio, ma in accoglimento sia della richiesta della Procura che soprattutto del ricorso di Stasi. È iniziato alle 11 di questa mattina l’ultimo round del processo riguardante l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Ma il 18 aprile 2013 la Cassazione annulla lasentenza e rinvia gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano per un nuovo processo che si apre il 9 aprile 2014. E nemmeno voi” ha detto rivolgendosi al collegio, “ma insieme possiamo stabilire se la sentenza è fatta bene o fatta male.

Colpo di scena nel processo in corso in Cassazione per il delitto di Garlasco.

Il 32enne commercialista ha davanti a sé tre opzioni: la conferma della condanna a 16 anni.

Il pg ha sottolineato che a suo avviso “potrebbero esserci i presupposti di un annullamento senza rinvio, che faccia rivivere la sentenza di primo grado” e quindi l’assoluzione di Alberto.

Per Alberto Stasi quello di oggi è il quinto giudizio. La difesa ritiene che l’esperimento scientifico non sia in grado di considerare alcuni elementi “imponderabili e non ripetibili” come la “modalita’ di appoggio del piede e il tipo di camminata”.

A ciò si aggiunge, tra l’altro, la rivalorizzazione del “tema della bicicletta nera da donna e quindi del Dna della vittima” sul pedale di quella bordeaux, la Umberto Dei Milano, acquisita a casa di Alberto ai tempi delle indagini. In caso di condanna – ha precisato l’avvocato – “è pronto a costituirsi“.

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Scritto da Magazine Donna il 12/12/2015 6:31

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