Dieta shock estrema, un tubo nello stomaco “aspira cibo”

C_2_fotogallery_3002640_2_imageIl robot nello stomaco. In sintesi il meccanismo “rivoluzionario” in tutti i sensi per dimagrire. E c’è chi l’ha già ribattezza dieta “drastica” o addirittura “apocalittica”. Metodo Made in Usa e prevede l’istallazione nello stomaco di un apparecchio simile a un robot. Si tratta di un dispositivo capace di aspirare all’incirca un terzo del cibo che viene ingerito durante un pasto e lo fa direttamente dallo stomaco. Nel nome del “meccanismo” sta il programa: si chiama AspireAssist e ha avuto l’ok dalla rigorosa Food and drug administration (Fda), ovvero l’agenzia che regola e controlla la commercializzazione di alimenti e farmaci in tutti gli Stati d’America. Ma come funziona?

Il cibo una volta incamerato nello stomaco viene ‘tirato fuori’ letteralmente mediante l’attivazione di un tubo di gomma preventivamente inserito nello stomaco del paziente con un intervento chirurgico. Venti minuti dopo la conclusione del pasto è il tempo in cui il “robottino” entra in funzione. A questo punto, i due terzi del cibo ingerito vengono lasciati nello stomaco in quanto – spiegano i ricercatori che hanno messo a punto il dispositivo –  sono considerati più che sufficienti per alimentare la persona e garantire tutto l’apporto nutritivo di cui l’organismo ha bisogno, mentre il resto viene espulso dal meccanismo. In questo modo, viene evitato l’accumulo adiposo che determina i chili di troppo e in molti casi, anche l’obesità. La funzione avviene in pochi minuti e si conclude con l’immissione di acqua nello stomaco proprio per eliminare completamente i residui alimentari che possono essere rimasti: in pratica, una sorta di “lavaggio” dello stomaco.

Va detto però che la procedura è prevista solo in casi gravi di sovrappeso e di obesità. Non a caso, gli ‘inventori’ di Aspire Bariaatrics osservano che “si tratta di un sistema che incoraggia la scelta di cibi più salutari, di porzioni più piccole e di uno stile di vita sano”. I test del macchinario sono stati già eseguiti su un campione di persone che dopo un anno di trattamento hanno fatto registrare una perdita di peso corporeo pari al 12 per cento.
Da parte sua l’authority che sovrintende commercializzazione di alimenti e farmaci ha stabilito che la nuova procedura è consentita solo a persone obese e in sovrappeso che non riescono a smaltire i chili di troppo in un altro modo. Come dire: una sorta di ‘ultima spiaggia’ per tornare in forma.
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Scritto da Magazine Donna il 23/06/2016 7:02

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