Dilma ko. Ma si tiene stipendio e privilegi

Non sarà Dilma Rousseff il 5 agosto a inaugurare le Olimpiadi di Rio. Con 55 voti a favore e 22 contro, il Senato di Brasilia ha infatti deciso quell’ulteriore passo nell’impeachment per cui la presidentessa viena sospesa per 180 giorni: tre senatori erano assenti, mentre il presidente del Senato Renan Calheiros ha ritenuto più consono al suo ruolo non prendere parte al voto.

A quel punto il vicepresidente Michel Temer è subentrato in tutte le funzioni, tant’è che ha subito provveduto a formare un nuovo governo che cambia del tutto la maggioranza. Fuori il Partito dei Lavoratori (Pt) di Dolma e Lula, fuori quel Partito Comunista che era stato il suo alleato più fedele, nella nuova compagine ci sono da una parte sette ministri del Partito del Movimento Democratico Brasiliano (Pmdb) di Temer, due del Partito Progressista (Pp), uno del Partito Social Democratico (Psd), uno del Partito della Repubblica (Pr): vecchi alleati di Dilma che l’hanno piantata in asso. Dall’altra due de lPartito della Social Democrazia Brasiliana (Psdb), uno dei Democratici (D), uno del Parito Laburista Brasiliano (Ptb),uno del Partito Popolare Socialista (Pps), uno del Partito Verde (Pv): esponenti della ex-opposizione. Più quattro tecnici.

In teoria, si tratta di un interim. Dilma pur costretta a sloggiare dal Palazzo del Planalto, la sede del governo, potrà però rimanere al Palazzo de la Alvorada, residenza particolare dei presidenti: anzi, al trasloco ha dedicato le 18 lunghissime ore che sono passate dall’inizio del dibattito in Senato al responso finale. Continuerà ad avere inoltre stipendio, scorta, assistenza sanitaria, uso dei velivoli della Forza aerea brasiliana per gli spostamenti aerei e una squadra del gabinetto personale della presidenza. I 180 giorni serviran no infatti a svolgere il processo senza alcuna sua ingerenza,e per lo stesso motivo nelle udienze il Senato riunito in Alta Corte di Giustizia non sarà presieduto da Calheiros ma dal presidente del Supremo Tribunale Federale Ricardo Lewandowski.

In teoria potrebbe essere assolta e reintegrata, anche perché mentre per il voto di rinvio a giudizio basta la maggioranza semplice per la condanna definitiva ci vorrebbero i due terzi. In pratica, però, questi due terzi ci sono già stati con il voto di 55 contro 22. Insomma, i sei mesi saranno per Dilma solo una ulteriore agonia. Ovvio, dunque, che la sua battaglia non sia più al Congresso ma nelle piazze,in particolare in vista delle amministrative di ottobre. Mentre infattii senatori deliberavano se ne è stata accuratamente zitta, occupando come già detto il tempo per fare i bagagli. Ma dopo la sospensione ha parlato. Prima su Facebook, con un «è un golpe» di chiara risposta al #TchauQueridaDay con cui varie decine di migliaia di brasiliani le avevano dato un «ciao cara» su Twitter. Poi alla folla di simpatizzanti che l’aspettavano di fronte al Pakazzo del Planalto. «Sono vittima di una farsa giuridica e politica».

«Con questo giudizio politico sono in gioco le conquiste degli ultimi 13 anni». In effetti Dilma nei sondaggi è precipitata a livelli infimi, ma Lula se si votasse ora sarebbe in testa alle preferenze: il 23,8%, contro il 21,3% di Marina Silva, terza forzista che è stata anche terza alle due ultime presidenziali. Terzo con il 16,8% Aecio Neves: uomo del Pdsb che fu secondo nel 2014, ma per il quale a sua volta il Supremo Tribunale Federale ha autorizzato un procedimento.Quarto,con cifre fra il 6 e l’8, è Jair Bolsonaro: un ex-ufficiale dei paracadutisti che per il suo linguaggio spiccio si è già guadagnato il soprannome di “Trump brasiliano”. In più il Ptmantiene una base di militanti organizzati e motivati, e sta recuperando il rapporto con una serie di movimenti sociali divenuti negli ultimi anni piuttosto critici verso il moderatismo dei suoi governi. Primi fra tutti il Movimento dei Senza Terra (Mst) e il sindacato Cut. Per protesta contro l’impeachment sono state bloccate con picchetti le strade in 14 dei 27 Statidel Brasile, e 4000 militanti sono andati a manifestare davanti al Senato.Alcuni si sono scontrati con la polizia, che al lancio di oggetti ha risposto con lacrimogeni e un paio di arresti. Insomma,l’idea è di scatenare contro il governo del“traditore” Temer l’inferno.

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Scritto da Magazine Donna il 13/05/2016 6:13

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