Ricoverata all’ospedale di Bergen, in Norvegia, poi trasferita alle Molinette di Torino, le sue condizioni sono subito apparse subito disperate. L’impatto con l’acqua è stato molto violento tanto da mandarla in coma per qualche settimana.

Fortunatamente Laura Stuardo si è risvegliata e le sue prime parole dopo essersi risvegliata dal coma sarebbero state: “Non ho tentato il suicidio”. Secondo quanto riporta mercoledì il quotidiano La Repubblica per Laura Stuarda, sarebbe stato “lui a buttarla giù”. Lui, è G. P., il compagno con cui la donna convive da un anno circa e insieme si erano imbarcati sulla lussuosa nave per fare una crociera tra i fiordi.

Intanto la procura ha aperto una inchiesta per “tentato omicidio a carico di ignoti”. Tuttavia, – specificano gli inquirenti – questo non esclude che possa essersi trattato di disgrazia”. Del resto, il compagno si è sempre difeso sostenendo di essere estraneo. “G. P., scrive il quotidiano “La Stampa”, ha raccontato di aver tentato, inutilmente, di salvare Laura Staurdo ma di non essere riuscito ad afferrarla in tempo. Secondo lui la donna ha cercato di suicidarsi”.

Un mistero carico di qualche comprensibile “contraddizione” poiché Laura Stuardo avrebbe ricordi per così dire “sbiaditi”. In entrambi i casi sembra “sbiadito” anche il movente. Gli interrogativi restano: che motivo avrebbe avuto lei di togliersi la vita? Quale sarebbe stato il motivo che avrebbero spinto l’uomo a buttarla giù? Mistero fitto.

Da un primo colloquio con gli inquirenti, scrive l’agenzia Ansa,” si è soltanto sentita di affermare con assoluta certezza che non si è trattato di un atto volontario. “Ero felice, contenta – avrebbe dichiarato – non aveva alcun motivo di uccidermi”.
Per questo sarà risentita appena le sue condizioni di salute lo permetteranno. La torinese il 20 luglio scorso era caduta dal balcone della sua cabina mentre la nave era ferma in banchina a Flamm, in Norvegia. Immediatamente soccorsa, era stata trasportata in ospedale con un elicottero.

Secondo quanto apprende l’Ansa, Laura Stuardo, che si trova in un centro di riabilitazione neurologica in provincia di Torino, non accusa nessuno, ma non ha neppure fornito indicazioni precise su quanto è accaduto. Unica cosa che pare certa è che lei abbia negato di aver agito secondo un preciso proposito autolesionista. I Carabinieri, che hanno acquisito la cartella clinica dell’ospedale norvegese dove venne ricoverata subito dopo essere precipitata dalla nave, non hanno al momento in programma di sentire il compagno che era con lei durante la crociera.