Due nuovi ricercati per le stragi di Parigi: “Pericolosi e probabilmente sono armati”

Due uomini, pericolosi e probabilmente armati, con carte d’identità belghe false a nome di Samir Bouzid e Soufiane Kayal. Sono stati tracciati in in Ungheria, dove erano in viaggio con il ricercato n.1 Salah Abdeslam. Poi hanno affittato un appartamento in un paesino del Belgio e mandato soldi alla cugina della “mente” degli attentati di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, la sera prima del blitz a Saint-Denis. È l’identikit dei nuovi ricercati diffuso dalla Procura federale di Bruxelles, che ha lanciato l’allerta a tutti i cittadini invitandoli, in caso di avvistamenti, a non agire da soli e ad avvertire immediatamente le forze dell’ordine.

Le foto segnaletiche diffuse dalla polizia sono state prese dai documenti falsificati e dalle immagini delle telecamere di sicurezza dell’agenzia della Western Union in cui hanno effettuato il versamento ad Hasna Ait Boulahcen: carnagione olivastra e un berretto di lana blu per “Samir”, capelli e occhi scuri per entrambi, carnagione più chiara e profilo più aquilino per “Soufiane”. I due sono stati controllati il 9 settembre insieme a Salah nel passaggio della frontiera tra Ungheria e Austria a bordo di una Mercedes a noleggio. Abdeslam infatti, ha detto la procura, è stato a Budapest due volte a settembre. E, come ha confermato ieri il governo ungherese, è stato visto alla stazione di Keleti, punto di arrivo dell’ondata dei rifugiati siriani nella capitale ungherese, «reclutare» migranti che non si erano voluti far registrare, con cui è poi ripartito.

La vera identità di Soufiane e Samir resta almeno per il momento un mistero: quel che è certo è il ruolo attivo e importante nell’organizzazione degli attentati di Parigi. È sotto il falso nome del primo, infatti, che è stato affittato un appartamento ad Auvelais, vicino a Sambreville nella provincia di Namur, in Belgio, utilizzato come nascondiglio e perquisito dalla polizia il 26 novembre. Ed è sotto il falso nome del secondo che da Bruxelles sono stati inviati 750 euro alla cugina di Abaaoud verso le sei di sera del 17 novembre, appena una manciata di ore prima che scattasse il blitz delle forze francesi a Saint-Denis, dove sia Hasna che Abdelhamid sono rimasti uccisi. Una mossa che, insieme alle intercettazioni telefoniche, può aver aiutato le “teste di cuoio” francesi a localizzare l’appartamento dove questi si nascondevano per organizzare i nuovi attentati alla Defense.

E mentre restano in fuga, forse in Siria, gli altri due ricercati, Abdeslam e Mohamed Abrini, nei caffè di Parigi colpiti dalla loro follia terroristica comincia a tornare la vita quotidiana. «Vogliamo dimostrare che siamo più forti di loro, vogliamo ripartire, far rinascere questo quartiere», ha dichiarato Audrey Bily, una dei responsabili della Bonne Bie’re, il primo dei locali attaccati a riaprire nel cuore dell’XI arrondissement di Parigi. «Abbiamo fatto qualche lavoro, ridipinto le mura, cancellato le stimmate di questo incubo. Il caffè Bonne Bière è un luogo di incontro, di scambio e di condivisione. Questo oggi è il nostro obiettivo».

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Scritto da Magazine Donna il 05/12/2015 5:37

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