Elisabetta regina dei record Anche di corna dal marito

L’augurio «Dio salvi la regina» con lei è stato rispettato. Elisabetta II domani entra nella storia come la sovrana britannica che ha regnato più a lungo, un record che prevede di festeggiare senza particolari fasti. Fra le persone che le sono al suo fianco in questo momento a Balmoral c’è il marito, il principe Filippo, che però, come ha sottolineato il Daily Mail, ha dato non pochi grattacapi alla sovrana in 63 anni al suo fianco sul trono, con le tante voci sulle sue scappatelle. Insomma, oltre alla corona la sovrana ha portato con pari dignità il peso delle corna. Da quando si sono sposati, nel lontano 20 novembre 1947, la regina Elisabetta d’Inghilterra ha chiuso spesso e volentieri entrambi gli occhi davanti all’esuberante, irrequieto, scapestrato principe Filippo, che fra l’altro ha abituato tutto il mondo alle sue gaffe.

Se Elisabetta ha fatto il suo mestiere difendendo la validità dell’istituto monarchico lo stesso non vale per il novantenne Filippo, descritto in passato come impenitente farfallone, difficilissimo di carattere, irascibile al punto da alzare sovente la voce con la regina che da moglie all’antica incasserebbe le parole sgarbate senza battere ciglio. Tantissime le voci circolate e spesso finite su biografie e libri sulla storia della coppia reale. Il principe consorte avrebbe incominciato a tradire l’augusta moglie subito dopo il matrimonio: nel 1948, quando Elisabetta era incinta del primogenito Carlo, lui se la spassava con l’attri- ce-cantante Pat Kirkood, che all’epoca era soprannominata «l’ottava meraviglia del mondo», per la bellezza delle sue gambe.

Un’altra ghiotta preda del principe sarebbe stata Helene Cordet Foufounis, una procace nobil- donna che negli anni Cinquanta animava la vita notturna di Londra, gestendo in proprio un night- club di successo ed ebbe in apparenza due figli di incerta paternità, su cui è rimasto sempre un mistero. Fra le numerose conquiste ci sarebbero state anche la scrittrice Daphne Du Maurier, l’attrice AnnaMassey e la contessa di Westmoreland. Ma siamo ai vaghi«si dice» perché le presunte amanti di Filippo si sono sempre comportate da vere signore e non hanno mai spiattellato nulla ai tabloid.

La sovrana avrebbe fatto dal canto suo la gnorri: fino a licenziare tragicamente su due piedi una damigella di corte – lady Alice Egerton – che voleva «illuminarla» su quelle relazioni e che nel 1977, un anno e mezzo dopo il brusco allontanamento da Buckingham Palace, si tolse la vita soffocandosi con un sacchetto di plastica. Ma anche in tempi più recenti, quando ormai l’età gli impediva di sicuro certe performance, Filippo ha continuato a vedere una cara amica, Penny Westwood, sulla quale ci sono stati sempre dubbi. Stando ad alcune «gole profonde» di Buckin- gham Palace le scappatelle, vere o false che siano, non hanno comunque condizionato più di tanto il menage tra Elisabetta e il marito, che così ha resistito alle peggiori burrasche.

Intanto ci si interroga sul ruolo di Elisabetta e per certi storici il suo regno non verrà ricordato se non per il record di durata. Per David Starkey: «Non ha fatto o detto nulla che qualcuno ricorderà», ha tuonato, lapidario, lo studioso, attirandosi le ire dei sudditi che invece pensano proprio il contrario. Starkey parte dal confronto, piuttosto discutibile, con l’altra grande sovrana della storia britannica recente, Vittoria. «A differenza di lei, il periodo in cui ha regnato Elisabetta non ha segnato un’epoca», ha affermato lo storico in un provocatorio articolo pubblicato da Radio Times.

Insomma, non ci ricorderemo in futuro di una nuova epoca «elisabettiana», a differenza di quella vittoriana, nonostante i 63 anni di regno della sovrana che attraversano decenni di profondo cambiamento per il Paese. Elisabetta divenne infatti sovrana nel 1953, nel pieno del periodo postcoloniale, quando l’Impero andava verso la completa dissoluzione, per regnare nei difficilissimi anni ’70 e ’80, con le tensioni sociali e il sanguinoso conflitto nord-irlandese che imperversava. Il Paese ha superato tutte queste difficoltà, anche grazie alla presenza, mai ingombrante, dei Windsor e della sovrana, che ha vinto anche la sfida di una modernizzazione molto rapida e di una nazione diventata punto di riferimento europeo per economia e tecnologia. Starkey invece pensa che Elisabetta abbia regnato con un solo scopo, quello di fare in modo che lo «show reale» continuasse, senza intoppi.

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Scritto da Magazine Donna il 08/09/2015 7:47

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