Elton John stecca su Brugnaro: bigotto e sciocco

di Enrico Paoli – Arrivati a questo punto c’è da supporre che anche Elton John, poco Sir e molto trash in questa circostanza, sia stato colto dalla sindrome di Diego Armando Maradona: qualsiasi argomento pur di far parlare di sé. E se la cosa si fermasse lì potrebbe anche andare. Il problema è che il cantante inglese sem bra aver deciso di prendersela a prescindere con il nostro Paese.
Stavolta, dopo la polemica con gli stilisti Dolce e Gabbana, è toccato al sindaco di Venezia finire nel mirino del cantante. Sul profilo Instagram la star inglese ha attaccato frontalmente Luigi Brugnaro, dandogli del «bigotto» ed «estremamente sciocco».

Sotto accusa la controversa decisione del primo cittadino della città lagunare che ha bandito dalle scuole i cosiddetti libri sui «gender», in cui si parla di famiglie con genitori dello stesso sesso. Il cantante, da sempre strenuo difensore dei diritti gay e padre di due figli col marito David Furnish, ha usato il suo profilo Instagram per criticare l’amministratore. «La meravigliosa Venezia senza dubbio sta affondando», ha scritto Elton John, «ma non tanto rapidamente come il villanamente bigotto Brugnaro». Non solo. Per il musicista il sindaco ha vietato titoli di libri che raccontano di famiglie omosessuali felici e contente. E ancora: «Invece di incoraggiare un mondo basato sull’inclusione, tolleranza e amore, sta promuovendo una società futura che crea divisione e favorisce l’ignoranza». Che il cantante difenda le sue idee è cosa lecita, ma attaccare in questo modo il sindaco di Venezia lo è un po’ meno.

Del resto lo scorso marzo tenne banco per giorni la guerra a distanza tra gli stilisti Dolce&Gabbana e lo stesso Elton John, in merito a una polemica sui figli delle coppie omosessuali.
La popstar britannica si adirò in seguito a un’intervista in cui Domenico Dolce e Stefano Gabbana definivano «sintetici» i bambini adottati dai gay in seguito a inseminazione artificiale. La dichiarazione della coppia più celebre del mondofashion (loro stessi gay, legati per anni da una relazione) scatenò un vero e proprio polverone mediatico: alle proteste di Elton John, che dal compagno David Furnish ha avuto due figli tramite utero in affitto, fecero eco una lunga schiera di vip del mondo dello spettacolo che promosse addirittura il boicottaggio dei prodotti D&G. Oggi, a cinque mesi di distanza, sono gli stessi stilisti a fare marcia indietro. In un’intervista appena rilasciata a Voglie America, Domenico Dolce spiega che l’utilizzo della parola «sintetici» fu effettivamente «inadeguato».

Brugnaro, nei giorni scorsi, era stato al centro di un’altra polemica, dopo aver inserito nel profilo Twitter il manifesto di Mika imbrattato con una frase omofoba. Dopo il silenzio, la precisazione e il lancio dell’hashtag #no all’omofobia. Che non è bastato a chiudere la partita. «Non contento delle critiche che gli sono piovute addosso dalla stampa mondiale per i suoi tanti no, adesso twitta la foto del manifesto di Mika con l’insulto omofobico. I suoi», dice il presidente della Toscana Enrico Rossi, «cercano scuse, dicono che si tratta di solidarietà. In realtà ci sono parole offensive che dovrebbero essere abolite una volta per tutte dal linguaggio perché manchevoli di rispetto. Tra queste, quelle usate per offendere la libertà delle persone». Beh, almeno ora Elton Jhon sa con chi può dialogare.

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Scritto da Magazine Donna il 18/08/2015 8:58

Comments

  1. Elton John ha fatto benissimo ed è semplicemente esponente di una società europea che su queste cose non scherza e giustamente si indigna. Mentre noi Italiani sembriamo accettare tutto compreso razzismo e omofobia. Dovremmo una volta tanto prendere esempio e dire BASTA a questo moderno fascismo che con la scusa della religione vuole imporre etiche e negare diritti a minoranze, contro anche le affermazioni della scienza.

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