Ergastolo al Joker. Ma l’America lo voleva al patibolo

ALESSANDRO CARLINI – La giustizia americana non finisce di sorprendere. C’è chi per un omicidio e in circostanze a dir poco dubbie finisce davanti al boia e chi invece come James Holmes scampa alla condanna a morte, e si prende l’ergastolo, anche se ha ammazzato 12 persone e ne ha ferite 70 in una delle tante stragi provocate anche dalla facilità di accesso alle armi da fuoco negli Stati Unifi. È questo il verdetto raggiunto dalla giuria, composta da nove donne e tre uomini, chiamata a pronunciarsi sulla carneficina al cinema di Aurora, vicino a Denver, Colorado. «A me non interessa che non sia stato condannato a morte, ma so che altri saranno sconvolti», ha spiegato Sandy Philips, mamma della 24enne Jessica Ghawi, una delle ragazze uccise dall’ex studente di neuroscienze ora 27enne, durante la premiere del Cavaliere Oscuro.

L’accusa, data la violenza del gesto di Holmes che armato fino ai denti ha sparato a casaccio alle sue vittime, aveva chiesto che fosse condannato a morte con un’iniezione letale. La difesa ha invece sottolineato come il suo gesto non fosse dettato da odio o ricerca di notorietà, ma da una profonda forma di schizofrenia. La giuria ha così deliberato meno di un giorno per raggiungere il verdetto: la sentenza per la pena di morte deve infatti vedere lutti i giurati d’accordo. E nel caso di Holmes questa unanimità non c’è stata, come hanno spiegato i giurati. Il procuratore distrettuale, George Brauchler, ha dichiarato dopo la lettura della sentenza: «Penso ancora che la condanna a morte fosse giusta per quello che ha fatto quell’uomo ma il sistema la pensa diversamente. Rispetterò l’esito del processo».

Holmes era entrato nel cinema di Aurora, mascherato da Joker, il cattivo della saga di Batman, durante la prima de «11 Cavaliere Oscuro. Il Ritorno». Salito sul palco aveva lanciato lacrimogeni e iniziato a sparare sulla folla, uccidendo 12 persone e ferendone altre 70.Nel corso del processo la giuria ha respinto la tesi dell’infermità mentale di Holmes avanzata dalla difesa del giovane, 24enne all’epoca della strage. L’accusa ha invece dipinto Holmes come un ragazzo con problemi caratteriali ma del tutto sano di mente: uno metodico, quasi maniacale, spinto da un profondo senso di rabbia, ingigantito dal fatto di essere sempre più isolato e incapace di relazionarsi in modo normale con le altre persone.Tante le critiche contro una sentenza che sta già facendo discutere un intero Paese. «Dobbiamo purtroppo accettare quanto successo», ha detto Robert Sullivan, nonno di una delle vittime. «Flolmes continua a vivere. Continua a respirare e i nostri cari invece sono morti. Il terribile vuoto che sentiamo per la nostra nipote è stato rimpiazzato da questa ferita di lui che continua a vivere».

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Scritto da Magazine Donna il 09/08/2015 9:05

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