Facebook Instant Articles: porte aperte per tutti

L’offerta era partita nel maggio 2015 con 9 testate giornalistiche di grande rilievo quali New York Times, National Geographic, BuzzFeed, Nbc, The Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel e Bild. La compagnia ha infatti annunciato che aprirà a tutti gli editori il suo servizio Instant Articles, che consente di leggere gli articoli direttamente all’interno del social e che attualmente ha una disponibilità limitata. La situazione però è destinata a cambiare dal prossimo mese di Aprile.

Su questo tema, un articolo del Wall Street Journal dà rassicurazioni: dopo alcune modifiche della policy sugli annunci, adesso gli editori guadagnano dai click sugli Instant Articles tanto quanto da quelli sulle loro pagine tradizionali. Ed è proprio questa la molla che ispira il primo social network mondiale: rendere il confine con il resto del web sempre più labile e gestire in prima persona tutti i contenuti, a partire da quelli pubblicitari. Da aprile, quindi – ma le prenotazioni sono già disponibili online – ogni editore, indipendentemente dalle dimensioni e dalla nazionalità, potrà scegliere di pubblicare le sue news nel social network.

Un problema per editori e non solo soprattutto su mobile: sono infatti necessari in media otto secondi perché una notizia venga caricata su un dispositivo mobile, troppi secondo gli utenti. Insieme ai testi, gli articoli possono essere corredati da video, gallerie di foto, immagini che si scorrono muovendo lo smartphone, didascalie audio e mappe per vedere il luogo degli avvenimenti. Se siete frequentatori abituali di Facebook avrete notato che alcuni articoli sono contrassegnati da una piccola icona a forma di fulmine; bene, questa icona indica la presenza di un articolo Instant.

Con Instant Articles gli editori hanno il pieno controllo sull’aspetto delle proprie storie, dei dati e della pubblicità. Per i conti dell’azienda di Mark Zuckerberg comunque c’è un ritorno di utili, perché ospitare un’ampia varietà di contenuti, prodotti da editori rinnomati, si traduce in più tempo trascorso dagli utenti sul social, che così diventa ancora più attraente per gli inserzionisti e più appetibile per il marketing mirato.

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Scritto da Magazine Donna il 19/02/2016 6:09

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