“Fai sesso con me ti assumo”: la reazione lo lascia impietrito

GORIZIA. In apparenza era un annuncio di lavoro come tanti altri. E, in tempi di disoccupazione giovanile ai livelli più alti, ha fatto centro. Solo che dietro quell’offerta si nascondeva il ricatto: un impiego in cambio di prestazioni sessuali.

Uno scambio prima proposto in termini ammiccanti da un imprenditore titolare di un’azienda con sede nel pordenonese e una filiale a Palmanova e poi formalizzato in un messaggio via Whatsapp. Una trappola nella quale, però, è finito il datore di lavoro, denunciato alla Questura.

Tutto è partito da una serie di annunci relativi a richieste di lavoro che la ragazza, di buon mattino, ha inserito in alcuni siti Internet e su pagine Facebook specializzate. Dopo alcune ore, la 21enne, mentre si trovava a casa con i genitori, ha ricevuto una mail del potenziale datore di lavoro, il quale le comunicava il suo numero di telefono e la invitava a mettersi in contatto con lui tramite Whatsapp.

È scattato così un fitto scambio di messaggi, cominciato con l’uomo che specificava di aver bisogno di una persona che svolgesse lavori di segreteria, e la ragazza che chiedeva delucidazioni sulle mansioni da svolgere. Dopo questo primo approccio, però, il datore di lavoro cominciava a interessarsi dell’aspetto fisico della giovane, del modo di vestire e così via.

A questo punto, la giovane goriziana pensava bene di passare il cellulare al padre ed era quest’ultimo a continuare la conversazione via sms con l’uomo, con l’intento di far esporre a quest’ultimo in modo esplicito le sue richieste. Alla fine, l’obiettivo veniva raggiunto: «Se lei non ha problemi a venire a letto – si legge in un messaggio del titolare dell’azienda -, perché dovrei averne io ad assumerla?».

Detto questo, i due (o meglio, il padre della ragazza e il datore di lavoro) si sono accordati per incontrarsi la sera stessa in un locale di piazza Vittoria. Padre e figlia vi si sono recati alle 21.30. Il primo si è seduto a uno dei tavolini esterni, la seconda all’interno.

Poco dopo è arrivato l’uomo, il quale, dopo aver raggiunto la ragazza, l’ha fatta accomodare a un altro tavolino. Ma a questo punto la 21enne si è alzata e al suo posto si è seduto il padre. Dapprima sbigottito, poi imbarazzato e anche un po’ impaurito, il datore di lavoro è stato messo alle strette dal genitore, che, nel frattempo, aveva fatto chiamare una pattuglia del 113.

«Quando ha capito di essere stato smascherato – spiega il goriziano -, l’uomo mi ha chiesto scusa. E ha ammesso di aver fatto delle richieste di natura sessuale a mia figlia».

La polizia ha identificato i presenti, dopodiché l’ormai ex datore di lavoro se ne è andato con la coda fra le gambe. Il giorno seguente, la ventunenne e il padre si sono recati in Questura, dove hanno sporto querela, con tanto di “screenshot” dei messaggi allegati.

D’altra parte, le “proposte indecenti” di un lavoro in cambio di sesso non sono poi così infrequenti, così come non sono purtroppo poche le persone senza scrupoli che sfruttano le difficoltà delle giovani in cerca di lavoro per trarne beneficio.

In questo caso, però, l’autore delle avances non è riuscito nel suo intento ed è finito in trappola, beccandosi pure una denuncia, quantomeno per molestie se non per un reato più grave. Ma questo lo stabiliranno gli inquirenti.

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Scritto da Magazine Donna il 11/09/2015 9:33

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