Fermato un altro tir con 26 profughi E il camionista italiano viene liberato

Le rotte dei disperati ora passano via terra, dai lontani confini balcanici. Un altro camion che trasportava migranti è stato fermato venerdì in Austria. A bordo c’erano 26 profughi provenienti da Siria, Afghanistan e Bangladesh. Tra loro ci sono tre bambini gravemente disidratati, per mancanza di acqua e per via del calore all’interno del veicolo, ricoverati in ospedale e ora fuori pericolo. L’autista, un cittadino romeno di 29 anni, è stato arrestato dopo un inseguimento, il camion è stato fermato a St. Peter am Hart, vicino al confine con la Germania. Giovedì scorso, sempre in Austria, era stato trovato un camion fermo sull’autostrada A4, non lontano dal confine con l’Ungheria, con a bordo i corpi di 71 profughi, tra cui quattro bambini.

Le vittime, che non sono ancora state identificate, si presume arrivassero da Siria e Afghanistan. Ed è stato rilasciato l’italiano fermato in Inghilterra con 27 clandestini a bordo del suo camion: avrebbe dimostrato che il gruppo era salito sul mezzo senza che lui se ne accorgesse. Circostanza confermata alle autorità dagli stessi migranti. Il ministero dell’Interno britannico ha già annunciato che quelli che non hanno diritto di restare saranno espulsi dal Regno Unito.

Intanto, mentre continuano gli sbarchi sulle coste italiane – anche ieri sono arrivate quasi settecento persone a Messina e due morti accertati – il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha ricordato che quello dei migranti è «un problema mondiale», di fronte al quale bisogna «unire le forze». E ha lanciato un appello: «Cerchiamo di superare le polemiche e di fare ognuno un esame di coscienza: su questi temi tutti devono farlo ed anche la Chiesa». Appello che arriva dopo settimane di roventi polemiche per gli interventi del segretario della Gei, monsignor Nunzio Galantino.

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 30/08/2015 7:37

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *