Fisco versione Grande Fratello: ecco chi rischia per prelievi non giustificati

Il Sole 24 Ore fa chiarezza su un tema che ha destato più di qualche preoccupazione. Chi rischia verifiche fiscali per i prelievi bancari non giustificati? C’è una sorta di marcia indietro sulla sanzione sui prelievi da bancomat e sportello senza giustificazione.

Si potranno iniziare indagini finanziarie nei confronti di lavoratori autonomi e titolari di reddito di impresa. I prelevamenti non contabilizzati o di cui non viene indicato il beneficiario sono considerati come maggiori compensi o ricavi. Senza giustificazione, si ritiene che la somma prelevata sia stata utilizzata per acquisti in nero, che hanno consentito di produrre beni o servizi venduti a loro volta in nero.

La versione dello schema di decreto di riforma delle sanzioni amministrative tributarie (approvata dal Consiglio dei ministri del 4 settembre e ora in attesa di un secondo parere delle commissioni parlamentari) conferma la presunzione legale che attribuisce ai prelevamenti non giustificati dei titolari di reddito di impresa il valore di ricavi non dichiarati. È stata così cancellata la sanzione dal 10% al 50% dell’importo del prelevamento prevista in caso di omessa o inesatta indicazione del beneficiario dei prelevamenti non transitati nelle scritture contabili.

I titolari di reddito di impresa interessati da controlli del fisco fondati sui versamenti e sui prelevamenti bancari non giustificati sono chiamati a fornire la prova contraria e tale prova non può essere generica, ma è necessaria una dimostrazione sulle «diverse cause giustificative degli accrediti e dei prelievi», come ha precisato anche di recente la Cassazione”.

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Scritto da Magazine Donna il 10/09/2015 17:15

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