Funerale da “padrino” per Casamonica, è polemica (Video)

ROMA. Sei cavalli con pennacchio che trainano una antica carrozza funebre, una banda che intona prima le note composte da Nino Rota per il film “Il Padrino”, poi la colonna sonora di «2001 odissea nello spazio» e la canzone Paradise, altra colonna sonora, ma del film “Laguna Blu”, che accompagnano l’uscita della bara e per finire petali di rose lanciati da un elicottero. Scene di un film? Un padrino targato 2015? Oppure uno scorcio di Napoli? Niente di tutto questo. È la realtà e si è svolta giovedì 20 agosto nel popolare quartiere Tuscolano della Capitale, davanti alla Chiesa di San Giovanni Bosco, dove è stato celebrato il funerale del boss Vittorio Casamonica. E il funerale diventa un caso politico che fa infuriare Rosi Bindi, presidente della Commissione antimafia, e il prefetto Franco Gabrielli, che ha già promesso che “ne chiederemo conto”. Interviene anche il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, che parla di “messaggi mafiosi intollerabili”.
Roma: funerale trionfale, con carrozza ed elicottero, per Vittorio CasamonicaUna carrozza antica trainata da cavalli e la musica de “Il Padrino” ad accompagnare il feretro: così sono iniziati i funerali del 65enne capo clan romano, che si sono svolti nella chiesa di Don Bosco. All’esterno della chiesa, è stato appeso un manifesto con la scritta “Re di Roma”, insieme a un fotomontaggio raffigurante il Colosseo accanto alla Basilica di San Pietro e l’immagine dell’esponente dei Casamonica vestito di bianco con un crocifisso. Su un altro manifesto, invece, c’era scritto: “Hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso”. Un funerale all’insegna dello sfarzo, che ha visto anche al passaggio del feretro tra le strade della capitale un elicottero che ha lanciato petali rossi sui presenti. Dopo la funzione, la bara è stata trasportata da una Rolls-Royce, mentre la banda musicale ha suonato la colonna sonora di un altro celebre film, “2001 Odissea nello Spazio”

Il 65enne, appartenente all’omonimo clan criminale, composto da nomadi che dagli anni ’70 si stabilirono a Roma, grazie anche alla collaborazione con la Banda della Magliana, ed ‘occuparonò le zone sud-est della Capitale, per poi estendersi a Castelli Romani e sul litorale con i loro traffici di droga, estorsioni, usura e racket. Ma dal 2004 è emerso con una indagine della Dia che il clan dei Casamonica, nel tempo si è evoluto, affinando le capacità di gestire denaro e di farlo circolare dall’Italia all’estero e viceversa con metodi di alta finanza ed accumulando un patrimonio di oltre 200 milioni di euro. Ma mantenendo quel timbro matriarcale che da sempre distingue il clan, infatti, il riciclaggio dei capitali e il loro trasferimento dall’Italia al Principato di Monaco e viceversa, era quasi interamente gestito dalle donne della famiglia.

Recentemente il clan dei Casamonica è tornato con forza sulle cronache dei giornali per via di una foto uscita fuori durante le polemiche legata all’inchiesta Mafia Capitale. L’istantanea scattata nel 2010 nel centro di accoglienza Baobab, per una cena organizzata da alcune cooperative sociali, riprendeva l’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno con Luciano Casamonica, incensurato ma ritenuto uno dei boss del clan, l’ex capogruppo del Pd capitolino Umberto Marroni e il padre Angiolo, garante dei detenuti della Regione Lazio, e Daniele Ozzimo, consigliere capitolino del Pd, Giuliano Poletti, poi diventato ministro, e Salvatore Buzzi, il boss delle Cooperative, in carcere proprio per l’inchiesta Mafia Capitale.

Il funerale è cominciato con una colonna di auto collocate ai lati, con corone di fiori che, persone che si trovavano sui tetti delle auto, spogliavano lanciando i fiori, soprattutto rose, in strada. Una carrozza nera antica, con pesanti intarsi dorati, trainata da sei cavalli neri ha trasferito la bara, con sopra una immagine di padre Pio, davanti alla chiesa. Sulla facciata della parrocchia di San Giovanni Bosco ad attendere il defunto un grande striscione: «Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso» ed accanto due manifesti con su scritto «Vittorio Casamonica re di Roma» che il suo ritratto a mezzo busto ed una corona in testa, il Colosseo e il cupolone sullo sfondo. Una folla di persone ha voluto portargli l’ultimo saluto. «Era una brava persona, corretto» hanno commentato alcuni conoscenti al termine della messa. Commozione all’uscita del feretro che è stato salutato da una «pioggia» di petali lanciati da un elicottero. Dopo la funzione, la bara è stata trasportata in una Rolls-Royce sempre con sottofondo musicale, tra le lacrime delle molte donne, tante vestite a lutto.

Ed è diventano un caso politico il funerale del boss. «Mai più – ha scritto in un tweet Orfini -. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino». E il capogruppo alla Camera di Sel Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino presenteranno «un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Angelino Alfano». «Sono scene che sembrano prese da un film ma che accadono oggi nella realtà viva della Capitale del nostro Paese. Non può essere consentita a nessuno l’apologia della malavita. Quei funerali possono apparire un fenomeno di folclore, ma in realtà sono un messaggio chiaro di impunità da parte dei clan: esistiamo ancora e siamo potenti. Inaccettabile – concludono Scotto e la Costantino – in uno stato democratico». Anche Stefano Pedica, Pd, prepara un’interrogazione. Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia, giudica, in una nota, allarmante che il funerale del boss si sia trasformato «in una ostentazione di potere mafioso»: «Quanto avvenuto oggi a Roma non è francamente accettabile». «Preoccupa – aggiunge la Bindi – il clima di consenso che ha accompagnato una simile messa in scena, che dovrebbe fugare ogni dubbio sull’esistenza della mafia nella Capitale e raddoppiare l’impegno delle istituzioni a contrastarne la forza e la capacità di inquinare ampi settori della società e della pubblica amministrazione». Il funerale del boss Vittorio Casamonica «è un episodio che non va sottovalutato, ma neanche amplificato. Resta il fatto che saranno compiuti degli accertamenti. In base all’esito sarà presa una decisione», ha affermato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, che ha tenuto a precisare che la prefettura non aveva avuto «notizia di una iniziativa tale».

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Scritto da Magazine Donna il 20/08/2015 20:42

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