Gioielliere preleva 5mila euro e due malviventi lo aggrediscono, l’uomo si spaventa e spara a entrambi. Accusato di eccesso colposo

«Il diritto dei cittadini a portare e usare armi non sia infranto», recita un pezzo del famoso, discusso secondo emendamento della costituzione statunitense. Almeno quello di portarla una pistola con una regolare licenza, in uno Stato che non garantisce diritti di analogo rango, ce l’aveva l’uomo che ieri mattina ha ucciso due rapinatori che lo avevano appena assaltato e derubato. Ma che ora si ritrova indagato per eccesso colposo di difesa.

Siamo ad Ercolano, in via Aldo Moro, a due passi dagli scavi archeologici che incrociano la lunga alba della civiltà occidentale, Usa compresi: quello di usarla, poi, è tutt’altra storia. In Italia lo squilibro del trattamento giuridico delle vittime e dei carnefici non è raro, la logica spesso non tiene. Giustizialismo e garantismo non c’entrano nulla. Si vedrà nelle prossime ore, quando i carabinieri di Torre Annunziata e Torre del Greco, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia (Dia) di Napoli, avranno un quadro più chiaro.

Questi i fatti: un commerciante di preziosi di 68 anni (nel momento in cui Libero va in stampa sono state diffuse solo le iniziali, C.S.) viene bloccato da due uomini all’interno del piazzale cintato di un deposito di bibite e acque minerali, sotto la minaccia di una pistola consegna loro il danaro contante che aveva poco prima ritirato in banca, circa 5mila euro.
Pochi secondi e di colpo il quadro si rovescia: la vittima estrae la pistola e fa fuoco contro i rapinatori, lasciandoli morti sul selciato. È il caos, siamo in una strada che incrocia Corso Resina, cuore pulsante -nel bene e nel male- del centro storico della città vesuviana.

A terra sono rimasti Bruno Petrone, di 53 anni, e Luigi Tedeschi, di 51 anni, entrambi napoletani e con precedenti specifici, uno del Rione Sanità, l’altro di Secondigliano. Viaggiavano a bordo di uno scooter e, secondo i primi accertamenti, avevano seguito il gioielliere sin da quando aveva prelevato il contante dall’ istituto di credito. Ora si dovrà verificare se la vittima sia stata individuata dai malviventi con la tecnica del «filo di cotone» (vecchio trucco con cui lo si lascia cadere sulla spalla di chi preleva somme interessanti) o se fossero stati informati di quel prelievo «goloso» per il calibro dei rapinatori. Il commerciante, figura molto nota in città, aveva un regolare porto d’armi e in passato aveva subito altre rapine: ieri chissà quale scintilla l’avrà incendiato al punto da andare fino in fondo e difendere i suoi beni. «Hai ucciso per cinquemila euro, non dormirai più la notte, la coscienza dovrà morderti, scornacchiato…» urlerà a più riprese e a telecamere e taccuini aperti la moglie di uno dei due malviventi accorsa sul posto dopo la tragedia. «Anche semiomari-to ha sbagliato» aggiungerà la donna dopo ilri-tuale attacco a «stato e governo ladri e assenti» che, seppur a volte fondato, ieri c’entrava come i cavoli a merenda.

L’attenuante del dolore è sempre invocata, per chiunque. I fatti sono un’altra cosa. Il povero commerciante per tutta la giornata è rimasto in stato di choc, uccidere due persone in un sol colpo è roba per stomaci forti, bisogna essere abituati. Infatti ha dovuto correre in caserma il suo avvocato per cercare di aiutarlo a sostenere l’interrogatorio dei militari, comprensibilmente difficile in certe condizioni mentali. Il gioielliere ieri era andato a trovare il titolare del deposito di bibite, un suo parente, poi si è visto affiancare dall’Honda Sh 200 dei rapinatori, che gli portano via i suoi soldi dopo avergli puntato una pistola in faccia. Un incubo già vissuto, terribile per chiunque. L’arma risulterà poi essere una pistola gio -cattolo priva del tappo rosso.

I carabinieri sul posto hanno repertato 7 proiettili calibro 9×21, analizzati dalla Scientifica per aver la certezza della sovrapponibilità con l’arma del commerciante. «A Ercolano un gioielliere ha reagito a una rapina e ha ucciso due aggressori a colpi di pistola, regolarmente detenuta. Io sto con il gioielliere». Così su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini.

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Scritto da Magazine Donna il 08/10/2015 5:32

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