Grecia rosso orgoglio “Sconfitta la Merkel”

La Grecia è colorata di rosso come il sangue e l’orgoglio. Piazza Syntagma canta la vittoria di Tsipras che ha allontanato il fato tragico voluto dagli dei del Nord. Le auto strombazzano come dopo una finale vinta. Nella sera di Atene soffia lieve il vento fresco della gioia, che non è un inno all’Europa. Non a questa Europa. La folla intona “Bella ciao”, colonna sonora delle piazze della resistenza in tutto il mondo, ma a ritmo di Sirtaki.

L’AZZARDO del referendum-lampo per il No al “ricatto” dei creditori internazionali si è risolto in un quasi plebiscito – alle 23 e con il 75% delle schede scrutinate Oxi batteva Nai 61,6% a 38,4% -per il premier leader della coalizione della sinistra plurale, che ieri ha parlato da leader istituzionale dal palazzo del governo: “La democrazia non può essere ricattata – ha detto -. Il No non è una rottura con l’Ue. La Grecia vuole sedersi di nuovo al tavolo delle trattative: vogliamo continuarle con un programma reale di riforme ma con giustizia sociale”.

Oggi, dopo il vertice d’urgenza Hollande-Merkel a Parigi, potrebbe esserci – si riteneva ieri nel partito di governo – la possibilità di firmare un accordo, di certo migliorativo, rispetto a quello rifiutato meno di dieci giorni fa da Tsipras. Che da ieri notte era forte di quella compatta mappa purpurea nella quale soltanto il Monte Athos, l’enclave dei monaci ortodossi non è macchiata dal colore con il quale era scritto Oxi sui manifesti. L’azzurro del Nai è rimasto soltanto sui cartelloni e sulla stre ferite”, mentre il cuore di Syntagma rivolgeva i pensieri alla Merkel, che ieri rafforzava la sua immagine arcigna dicendo: “Così Atene va a sbattere contro un muro”. “Voglio che la cancelliera sparisca dalla nostra vita”, diceva un’in-struttrice di kick-boxing che ha lavorato 4 anni in Italia. “Sono fiera del mio Paese”, urlava un’altra, mentre un giovane lanciava un messaggio di solidarietà ai cugini continentali: “Italiae tutti quanti, andate a farvi fottere”. “Siamo in piazza per dimostrare che siamo un popolo libero”, sintetizzava un altro. E una ragazza: “Tutti i Paesi europei seguano il nostro esempio e si ribellino”.

INTANTO molti altri pro-Syriza o del combattivo gruppo anarchico intonano canzoni antifasciste e il coro “S yr iza-Podemos (i “cugini” spagnoli, ndr) vince-remos”. Nel frattempo, il leader del partito di centro-destra,!’expremier Samaras, rassegna (metropoli che condensa un terzo della popolazione del Paese) a decretare la così ampia vittoria del No con percentuali solo mitigate dai Sì della capitale, dove si concentrano le ricchezze e gli imprenditori contrari alla mossa populista del premier.

DA IERI, nel cielo sopra Atene che si gode la domenica sera come un villaggio, tra carretti fumanti di souvlaki, tornato alla normalità dopo uno scampato cataclisma, la crisi aleggia ancora densa e minacciosa, ma appare meno cattiva.

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Scritto da Magazine Donna il 06/07/2015 5:17

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