Grillo condannato a un anno di galera «Io come Mandela»

Almeno Silvio Berlusconi – che pure quanto ad ego ipertrofico non sta messo male – si era paragonato ad Enzo Tortora e lo aveva fatto dopo anni ed anni trascorsi tra inchieste e tribunali. A Beppe Grillo è bastata invece una condanna ad un anno di reclusione e a 50mila euro di risarcimento per paragonarsi nientemeno che a «Sandro Pertini» e «Nelson Mandela». L’antefatto è che il comico fondatore del Movimento 5 stelle è stato condannato dal Tribunale di Ascoli Piceno; le ragioni le spiega lui stesso sul suo cliccatissimo blog: «Oggi è stata emessa la sentenza dal tribunale di Ascoli Piceno contro di me per diffamazione per aver detto in un comizio che il professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio affermava delle coglionate in merito al nucleare», ha scritto ieri. E ancora: «Il fatto risale all’11 maggio 2011, in occasione di un mio comizio elettorale a San Benedetto del Tronto in vista del referendum sul nucleare», ricorda il comico. In quel comizio, come ripercorre sul blog, disse di non voler più pagare il canone Rai perchè sulle reti pubbliche veniva intervistato Battaglia, «un consulente delle multinazionali», libero «di andare in tv e dire, con nonchalance, che a Cher- nobyl non è morto nessuno». Grillo non era stato propriamente soft: «Io ti prendo a calci nel c…o e ti sbatto fuori dalla tv, ti mando in galera!».

Il fondatore del M5s è stato ritenuto colpevole di diffamazione, condannato. Il pubblico ministero, insiste il comicopolitico, aveva chiesto una “semplice” multa da 6.000 euro : «Il giudice mi ha invece tolto la condizionale condannandomi a un anno di prigione e a 50.000 euro di risarcimento. Io sono fiero di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari. È
un’eredità che lascio ai nostri figli che potranno evitare incidenti come Chernobyl e Fukushima», scrive ancora.

La decisione di fermare la costruzione di centrali nucleari, in realtà, fu presa dal governo di Silvio Berlusconi su proposta dell’allora ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Per Grillo quella di ieri è una sentenza politica che colpisce un non-parlamentare che, in quanto tale, è privo di immunità: «Forse fa paura che il M5s si stia avvicinando al governo? Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta», aggiunge.

Se l’avvocato difensore del comico, che è anche il nipote, cioè Enrico Grillo, annunciari- corso, il “diffamato” sembra molto soddisfatto. «Dovrebbe smetterla di diffamare a destra emanca, non ègiusto che getti fango su persone perbene ed è arrivato il momento che qualcuno lo fermi. Lui può fare la carriera che vuole ma deve farla in modo civile», accusa Battaglia. «Oltre a offendermi e a incitare alla violenza, quello che più mi preoccupa è che molta gente lo ascolta; dopo due settimane da quel comizio la mia auto è stata presa a sassate», rivela. A chi tra i tanti grillini si è scandalizzato per una pena giudicata «eccessiva», «spropositata» o, addirittura, «intimidatoria», ha risposto l’avvocato difensore del docente, Lauretta Giulioni, rivelando un piccolo retroscena: «Il giudice ha disposto la revoca della sospensione condizionale della pena perché Grillo aveva già precedenti condanne».

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Scritto da Magazine Donna il 15/09/2015 5:51

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