Guerra totale ai minimarket

“Con questo regolamento difendiamo il patrimonio culturale di Firenze – ha detto Bettarini – Non è possibile che una città come Firenze abbia una disciplina commerciale identica a quella delle altre città italiane”. Centro storico che ora è sotto esame della stessa Unesco. Sì perchè il decoro di Firenzeva salvaguardato, lo dice anche l’Unesco che in una lettera di richiamo indirizzata a Palazzo Vecchio ha messo in guardia sulle mancanze che l’amministrazione avrebbe nei confronti della città. Finora abbiamo curato con l’aspirina una malattia molto grave. Queste attività – ha proseguito il sindaco – non possono diventare fonte di degrado e disturbo alla quiete pubblica nel centro e non possono essere elemento di danneggiamento al valore culturale del nostro patrimonio. È l’obiettivo della proposta di regolamento che ha avuto oggi il via libera dalla giunta e che passerà poi all’approvazione del Consiglio comunale.

Per stringere i tempi e le norme, Nardella ha annunciato un pacchetto molto complesso, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e, soprattutto, resistere ai ricorsi che senza dubbio fioccheranno al Tar.

Roma, – Duecentosessanta minimarket nel centro storico di Firenze, area patrimoniodell’Unesco, sono troppi: se n’è accorta anche l’agenzia delle Nazioni Unite che ha mandato una “comunicazione formale” al Comune per migliorare il piano di gestione del patrimonio. “Oggi nel centro di Firenze ci sono 260 minimarket”. Nel frattempo, ha aggiunto Nardella, “stiamo valutando di congelare le autorizzazioni per l’apertura di nuovi negozi fino all’ entrata in vigore del regolamento stesso”. Per ridurre il numero degli esercizi commerciali che vendono alcol in centro storico si prevede l’introduzione di una superficie minima 40 metri quadri per chi vende queste tipologie di prodotti e la disponibilità di un servizio igienico. Entro 3 mesi tutti gli esercizi di tale tipo dovranno adeguarsi.

In arrivo nuove misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico. È l’obiettivo della proposta di regolamento che ha avuto il via libera dalla giunta e che passerà poi all’approvazione del Consiglio comunale. Le nuove misure sono state presentate oggi dal sindaco Dario Nardella e dall’assessore allo Sviluppo economico Giovanni Bettarini.
“Parte la battaglia contro negozi alimentari e minimarket che non hanno niente a che vedere col patrimonio culturale della nostra città – ha detto Nardella – Noi siamo patrimonio mondiale dell’Unesco, non dobbiamo solo tutelare i palazzi e i contenitori ma anche salvaguardare il commercio tradizionale e le attività artigiane. Per far questo abbiamo approvato un pacchetto di misure molto incisive che vietano nuove aperture in spazi troppo angusti o senza bagni per disabili e cittadini. Queste attività – ha proseguito il sindaco – non possono diventare fonte di degrado e disturbo alla quiete pubblica nel centro e non possono essere elemento di danneggiamento al valore culturale del nostro patrimonio. Un commercio squalificato, un abuso di vendita di superalcolici, una scarsa attenzione al decoro da parte degli esercizi commerciali è un danno non tanto al principio della liberalizzazione del commercio, ma al nostro patrimonio culturale e ai nostri valori”.
“Con questo regolamento difendiamo il patrimonio culturale di Firenze – ha detto Bettarini – Non è possibile che una città come Firenze abbia una disciplina commerciale identica a quella delle altre città italiane. Noi abbiamo un patrimonio da tutelare che è fatto non solo di bellezze artistiche ma anche di artigianato e commercio. Per questo – ha proseguito Bettarini – partendo non dalla disciplina del commercio ma dal presupposto della tutela della città e del patrimonio Unesco, abbiamo individuato delle misure per controllare cosa viene venduto e come. È un intervento molto innovativo che va nella direzione che i cittadini hanno sempre chiesto: non si può lasciare che il commercio venga completamente stravolto, perché il commercio è una parte del valore di questa città. Finora avevamo una situazione un po’ paradossale per cui si tutelava l’immobile ma non la funzione, con questo nuovo regolamento vogliamo tutelare anche il tipo di attività”.
Da quando entrerà in vigore questa nuova norma aprire esercizi commerciali nel centro storico di Firenze sarà differenziato rispetto a quanto avviene nel resto della città.
Per ridurre il numero degli esercizi commerciali che vendono alcol in centro storico si prevede l’introduzione di una superficie minima 40 metri quadri per chi vende queste tipologie di prodotti e la disponibilità di un servizio igienico. Gli esercenti che vogliono aprire in centro dovranno dichiarare preventivamente al Comune quali sono le misure che intendono mettere in campo per evitare assembramenti davanti al proprio esercizio e impegnarsi a commercializzare prodotti della tradizione locale. Entro 3 anni inoltre tutti gli esercizi dovranno adeguarsi a tali norme con l’eccezione di quelli storici e che offrono prodotti della tradizione locale.
Il Comune di Firenze conferma e rafforza le norme riguardanti la tutela commerciale del centro storico di Firenze a queste viene aggiunto il divieto di aprire nuovi esercizi con giochi leciti (slot machines).
Per i cosiddetti minimarket vengono definite delle norme di esercizio per ridurre l’esposizione dei prodotti alcolici venduti, migliorare l’offerta commerciale con prodotti freschi e la modalità di vendita (attenzione allo stoccaggio delle merci, no ai pannelli luminosi). Entro 3 mesi tutti gli esercizi di tale tipo dovranno adeguarsi.
L’amministrazione definisce infine la ‘funzione di esercizio storico’, ossia una tutela specifica per le attività caratteristiche della tradizione locale.

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Scritto da Magazine Donna il 17/10/2015 6:53

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