I giornali tedeschi contro la Merkel «Sui profughi cambio di rotta folle»

Chi la critica per il contenuto delle sue scelte, chi per il metodo seguito, chi per le conseguenze per la Germania e l’Europa di domani. Posti davanti all’emergenza-profughi, i media tedeschi si domandano se Angela Merkel stia guidando il Paese e i suoi ospiti stranieri secondo un disegno chiaro o se stia navigando a vista. In un articolo pubblicato martedì, la testata conservatrice Frankfurter Allgemeine Zeitungha posto apertamente il quesito: «Perché la cancelliera ha invitato tutti i rifugiati a venire in Germania?». Al di là delle ovvie risposte sulla mancanza di manodopera necessaria alla locomotiva tedesca e del bisogno di lavoratori giovani che paghino la pensione a un numero sempre crescente di anziani, la Faz ha sottolineato come la cancelleria abbia recapitato questo messaggio «a tutto il mondo, dal Medio Oriente, all’Africa all’Asia».

Diventata in pochi giorni la nuova regina del terzomondismo, la Merkel è stata poi stata travolta dal prevedibile boom dei flussi migratori: solo nello scorso fine settimana a Monaco sono stati registrati 19 mila nuovi profughi. Dopo le proteste degli alleati cristiano-sociali, al potere in Baviera, la cancelliera ha ordinato la chiusura delle frontiere con l’Austria. Eppure «gli interessi di bottega e gli umori dell’elettorato non dovrebbero essere un buon motivo per operare brusche sterzate politiche», ammonisce il giornale di Francoforte.

Partendo da una posizione politica opposta, alla stessa conclusione giunge il settimanale progressista Der Spiegel,secondo cui prima è stata annunciata l’accoglienza ai rifugiati salvo, pochi giorni dopo, decidere «la folle reintroduzione dei controlli alle frontiere». Una scelta, secondo l’opinionista Wolfgang Munchau, gravida di conseguenza per tutta l’Europa: se per l’emergenza immigrazione la Germania ha bloccato i confini, violando così le regole dell’Ue, non è chiaro perché la stessa eccezione non possa essere citata dall’Italia «per violare, ad esempio, i vincoli di bilancio». In altre parole, il processo avviato da Berlino potrebbe dare il «la» al collasso dell’Europa e al ritorno agli Stati nazionali.

E perché la Germania dovrebbe battersi il petto davanti al ritorno dell’Europa dei confini? Perché l’Ue come la conosciamo adesso, forte al nord e debole al sud, favorisce l’export tedesco grazie a una moneta unica relativamente debole sui mercati. Lo spiega bene un articolo apparso su Handelsblatt,quotidiano tedesco di economia. «Un’escalation dei controlli alle frontiere», spiega il direttore dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (Diw) Marcel Fratscher, «può provocare anche sensibili danni economici» a un’economiaorientata alle esportazioni. Timori per il futuro sono stati espressi nei giorni scorsi anche dai servizi di intelligence che, ripresi dall’agenzia Dpa, hanno denunciato l’avvio di una nuova «campagna-acquisti» fra i rifugiati giunti in Germania da parte di esponenti dell’islam radicale. Ieri un reporter che ha partecipato a Berlino alla conferenza stampa della Merkel con l’austriaco Werner Fay- mann ha messo il dito nella piaga: «La cancelliera non crede di aver peggiorato la crisi dei rifugiati con il suo atteggiamento di apertura?». Risposta: «Se adesso dobbiamo scusarci anche per aver mostrato una faccia gentile nel momento del bisogno, allora questo non è più il mio Paese».

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Scritto da Magazine Donna il 16/09/2015 5:36

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