I «profughi» devastano un hotel e aggrediscono il personale

Andrea Emmanuele Cappelli – Sono circa 350 gli immigrati – perlopiù africani – che venerdì han messo a soqquadro l’hotel «Di Francia Park» (nel comune di Giugliano, provincia di Napoli) lanciando materassi, reti dei letti e vecchi mobili fuori dalla struttura, formando una montagna di masserizie davanti all’ingresso. La protesta si è estesa anche in strada – lungo la Domiziana, arteria costiera che collega Napoli a Formia e Gaeta – bloccando la circolazione dei veicoli in transito. Causa scatenante dell’agitazione è l’esasperazione dei migranti, dovuta alle condizioni di vita precarie: indossano ancora le maglie di quando sono sbarcati, calzano scarpe bucate, consumate dai troppi spostamenti.

Vivono in camerate adattate allo scopo, con decine di letti, uno vicino all’altro. Lamentano l’assenza di visite mediche, la pessima qualità dei pasti, i bagni otturati, le docce che funzionano a malapena. Infine, la mancata riscossione del «ticket money», i 2,50 euro al giorno che la Prefettura elargisce ogni ai migranti. Questo, insieme al caldo torrido, ha acceso la m iccia, dando il via alla
sommossa. Sono accorsi sul posto anche i responsabili della «New fa- mily», la cooperativa sociale che ha vinto la gara per sistemare i migranti e che ha poi fìttato la struttura del «Di Francia Park». Il clima però è molto teso, e l’opera di pacificazione fallisce. Grazie all’intervento decisivo degli agenti del commissariato di polizia di Giugliano (coordinati dal primo dirigente Pasquale Trocino), nelle prime ore del pomeriggio la protesta si placa.

Carla Rimoli, assessore alla Fascia Costiera recatasi sul posto, afferma: «Ho discusso con uno dei responsabili della struttura che mi ha detto di esser stato aggredito da uno degli immigrati. All’inizio ho provato tanta rabbia ma poi, vedendoli in quello stato, mi hanno fatto tenerezza. Penso che l’unica cosa da fare in questo momento sia predisporre controlli dell’Asl per verificare se veramente i locali siano idonei».Interviene anche Alfonso Sequino, consigliere di Forza Italia e capogruppo del centrodestra: «Siamo alle solite. Offriamo accoglienza e creiamo emergenza. Sono anni che ripeto in consiglio comunale che Giugliano non ha le risorse e le strutture necessarie per offrire accoglienza a popoli che ne hanno la necessità. Giugliano è stanca e non può più subire passivamente certe scelte. Accogliere e poi ghettizzare non vuol dire aiutare. Se non possiamo accogliere, non devono costringerci a farlo».

Altro caso di tensioni tra immigrati e italiani si è verificato ieri sera a Lago di Velo d’Astico (Vicenza), dove un gruppo di cittadini riuniti in un comitato denominato «Prima Noi» ha prima bloccato e poi contrastato l’ingresso di 7 ghanesi in una casa destinata all’accoglienza. «Siamo intervenuti su segnalazione dei residenti preoccupati di questi arrivi – afferma Filippo Costabeber del comitato – e gli stessi immigrati africani hanno ammesso candidamente di non essere scappati da zone di guerra, ma di essere qui in Italia per cercare fortuna. Legittimo, ma non chiamiamoli più profughi». Presente sul posto anche il sindaco Giordano Rossi, con l’intento di placare gli animi: «Purtroppo queste situazioni derivano da un problema che sta a monte: la gestione dei flussi migratori da parte di uno Stato che si sta comportando in maniera maldestra. I cittadini di Velo non ce l’hanno con quegli stranieri, anzi, in molti han portato bottigliette d’acqua per dare ristoro». L’intervento dei carabinieri ha permesso ai clandestini di prendere possesso degli appartamenti, dopo oltre tre ore di tensione.

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Scritto da Magazine Donna il 09/08/2015 8:35

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