Il boss Zagaria non molla Nel mirino il pm e Ruotolo

Michele Zagaria è ancora pericoloso. Recluso al 41 bis a Milano Opera, il boss del clan dei Casalesi riesce a inviare ordini e minacce contro il pm di Napoli Catello Ma-resca che ha posto fine alla sua latitanza, e contro il giornalista di Servizio Pubblico Sandro Ruotolo, “da squartare vivo”, dice (e da qualche mese Ruotolo è scortato). L’incrocio di un’informativa di polizia penitenziaria depositata ieri a Santa Maria Capua Vetere con le carte della Dda sugli arresti dei vertici di Cpl Concordia e sulla presunta metanizzazione “camorrista” del Casertano, fa emergere l’attualità del potere criminale di Zagaria.

Generoso Restina, ex fiancheggiatore del boss, è citato nelle ordinanze come ex dipendente di Antonio Piccolo, ritenuto vicino ad Antonio Iovine ed intermediario della spartizione dei subappalti a imprese del clan. Agli atti c’è un verbale di Restina del 12 febbraio 2005: “Costui (Zagaria, ndr), anche dopo la sua cattura ha continuato, ma non so come, a far filtrare dal carcere le sue direttive”.

DA POCHI GIORNI un’indagine della Dia di Giuseppe Linares sulle infiltrazioni camorriste nell’ospedale di Caserta aveva portato in carcere Elvira Zagaria, sorella del boss. E Zagaria è entrato in fibrillazione. Non sa che le cimici ne spiano le conversazioni coi familiari. 10 febbraio 2015: “La prossima volta che vado in videoconferenza e c’è il magistrato Maresca gli dico che mi ha rotto le palle, visto che si è accanito su di me…”. Cresce anche l’insofferenza ai controlli sulla posta. Il 14 marzo 2015, mentre rientra in cella, dice: “Mi devo ammazzare, oppure lo devo fare uccidere fuori?… Brigadiere, fuori ancora qualcosa posso fare”. il 20 marzo successivo Zagaria manda avvertimenti al pm su eventuali nuovi arresti nella cerchia familiare: “. Se tu la strumentalizzi e fai uscire sul giornale che io faccio. sto per cedere, allora io ti dico da dentro al microfono, sentimi bene, tu puoi fare tutto quello che vuoi tu, ma mi tieni solo sulla coscienza, ma io non cedo mai!”. Zagaria è inferocito con Ruotolo per l’intervista tv al pentito Carmine Schiavone: “…Come quell’altro. quell’altro Ruotolo, Ruotolo, che dice che io avevo contatti con i servizi segreti. questo. che ti possano squartare vivo! Ma io dico, perché ti permetti di dire queste cose!…”. Forse il riferimento ai servizi non gli è andato giù.

L’INCHIESTA dei pm Maresca, Siri-gnano, Giordano e Curcio su Cpl e camorra si imbatte in Maurizio Di Puorto, autista e uomo di fiducia di Iovine ‘O Ninno durante la sua latitanza in Versilia. Di Puorto, citato per riscontrare i legami tra Piccolo e Iovine, fu nell’autunno 2008 “mediatore” di una presunta trattativa tra gli 007 e ‘O Ninno per fermare l’ala stragista di Giuseppe Setola. I servizi segreti sono in allarme perché hanno ascoltato due uomini di Setola parlare al telefono di “50 chili di tritolo”. Temono che possano servire a colpire magistrati. Vanno in Versilia a proporre a Iovine un patto: consegnaci Setola e ti aiutiamo nella latitanza. Ma Iovine chiede la scarcerazione della moglie e la presunta trattativa si ferma. L’inchiesta è ancora aperta.

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Scritto da Magazine Donna il 08/07/2015 7:09

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