Il caso della nonna squartatrice: avrebbe anche divorato le sue vittime

In Inghilterra l’hanno paragonato a Jack lo Squartatore e in Russia a una vecchia strega delle fiabe. La storia di Tamara Samsonova ha fortemente colpito i media e l’immaginario collettivo, un po’ per veneranda età della protagonista e un po’ per la macabra modalità di uccisione delle sue vittime. In una diario trovato a casa sua, la donna ha raccontato di aver smembrato i corpi dei malcapitati: nell’ultimo omicidio avrebbe tagliato la vittima con sega e coltello. Ma non è tutto. Secondo quanto riferito dalla polizia in Russia, la 68enne sarebbe arrivata a mangiare gli sfortunati finiti nelle sue grinfie. Tamara era stata arrestata la scorsa settimana dopo essere stato ripresa dalle telecamere a circuito chiuso vicino la casa sua di San Pietroburgo, mentre era intenta a rimuovere il corpo della sua ultima vittima in sacchetto di plastica nero.

Ora gli investigatori non escludono che la donna si sia macchiata di atti di cannibalismo. Secondo fonti investigativi russe – quelle equivalenti all’FBI –  ‘Granny Ripper’ era dedita a rimuovere gli organi interni, in particolare i polmoni, dai corpi delle vittime. In occasione del suo ultimo assassino, quello della 79enne Valentina Ulanova, la malcapitata sarebbe stata sedata con una dose eccessiva di sonniferi, prima di essere smembrata con un seghetto mentre era ancora viva. Il corpo senza testa della sfortunata anziana è stato poi rinvenuto in uno stagno in Dimitrova Street a San Pietroburgo. La stessa strada dove 12 anni fa era stato scoperto il cadavere di un uomo senza braccia e senza gambe. Gli inquirenti stanno cercando di capire, anche grazie al diario di Tamara, se possa esserci qualche collegamento con gli omicidi dai lei confessati.

Sono davvero agghiaccianti le cronache degli omicidi che la “Nonna Squartatrice” avrebbe commesso: “’Ho ucciso il mio inquilino Volodia, lo tagliai a pezzi in bagno con un coltello, misi pezzi del suo corpo in sacchetti di plastica e li gettai via in diverse parti del quartiere Frunzensky” si legge sul diario, secondo quanto riporta il Daily Mail. Gli investigatori in Russia si rifiutano comunque di rilasciare i dettagli ufficiali relativi alla memorie, almeno finché l’indagine non sarà completata. Sorprendentemente, data la gravità delle accuse contro di lei, nel sua ultima apparizione in tribunale la Samsonova sembrava più preoccupata del fatto che i giornalisti fossero lì per seguire il suo caso. Dopo essere stato detenuta in custodia cautelare, ha detto ai cronisti: “Sapevo che sareste venuti … E’ una tale vergogna per me, ora tutta la città saprà di me”. Successivamente in tribunale ha chiesto al giudice: “Posso uscire? Mi sento soffocare in quest’aula”. Una fonte vicina alle indagini ha detto: “Lei è molto più stupido, o forse molto più intelligente, di quanto vuole apparire”.

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Scritto da Magazine Donna il 05/08/2015 19:10

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