Un test per scoprire nel dna tracce di tumore pronto alla vendita: da ripetere ogni due anni, costerà da 500 a 1000 dollari

Il test del Dna eseguito su una goccia di sangue per la diagnosi precoce dei tumori: lo propone un’azienda californiana che ha alle spalle finanziamenti da 100 milioni di dollari e sponsor del calibro di Bill Gates e il fondatore di Amazon Jeff Bezos. L’annuncio ha subito acceso il dibattito, rimbalzato anche sul sito della rivista Nature. La società, chiamata Grail e legata alla Illumina di San Diego, ha spiegato che il suo obiettivo è mettere a punto una tecnologia capace di identificare i tumori nei primissimi stadi dello sviluppo sulla base dell’analisi del Dna, eseguita su una goccia di sangue. E’ quella che gli esperti hanno definito una ‘biopsia liquida’, molto simile alle analisi che permettono già da qualche tempo di studiare il Dna di un feto semplicemente con un prelievo del sangue della mamma. Un mercato, quello di questa nuova tipologia di test prenatali non invasivi, in grande crescita e che al momento ha un giro d’affari di oltre 500 milioni di dollari.

La prevenzione sul cancro potrebbe diventare presto realtà. Un test potrebbe svelarvi in anticipo se il vostro organismo è predisposto al cancro, e qualora vi fossero già i primi segnali della malattia la nuova tecnica sarebbe in grado di localizzare l’organo colpito.

E’ questa l’impresa di Grail, società che ha ricevuto un finanziamento iniziale di 100 milioni di dollari, versati in parte dal fondatore di Microsoft Bill Gates e da quello di Amazon Jeff Bezos e che si avvalerà della tecnologia di Illumina, gigante americano delle biotecnologie.

L’obiettivo di Grail è arrivare a un test in grado di scovare i primordiali barlumi della malattia in persone ancora senza sintomi, di identificaretumore e organo colpito senza bisogno di biopsie, aghi o bisturi. Ripetendo l’esame ogni due anni (il costo sarà compreso tra i 500 e i 1000 dollari) sarà quindi possibile tenersi costantemente sotto controllo e, nel caso, intervenire in anticipo.

Nei prossimi mesi il test sarà sperimentato su 30mila persone. La data prevista per il raggiungimento dell’obiettivo finale è il 2019. “Speriamo di essere a una svolta nella lotta contro il cancro”, ha detto Jay Flatley, direttore generale di Illumina e segretario di Grail.

Scovare i tumori con un semplice test del sangue in persone ancora senza sintomi. L’ambizioso obiettivo della società americana Grail vuole portare la ricerca a un passo successivo. Per un costo che sarà compreso tra i 500 e i mille dollari ogni due anni sarà possibile ripetere un esame del sangue, per tenere sotto controllo il rischio di contrarre il cancro.

Si legge su Repubblica:

Alla conquista del suo sogno Grail non è certo partita da sola. La nuova società ha alle spalle un finanziamento iniziale di 100 milioni di dollari, versati in parte dal fondatore di Microsoft Bill Gates e da quello di Amazon Jeff Bezos. E per scovare le infinitesime tracce di Dna che un tumore rilascia nel sangue potrà avvalersi della tecnologia di Illumina, il gigante americano delle biotecnologie che è la vera mente dell’impresa e che nelle tecniche di sequenziamento del codice genetico ha pochi rivali al mondo. Anche il ritorno che la compagnia si aspetta è da leggenda: 20 miliardi di dollari nel caso peggiore, 200 secondo lo scenario più roseo.

I test del sangue per la diagnosi del cancro sono usati oggi in fase sperimentale, in persone già malate. Il passo successivo che si propone di compiere la Grail è identificare tumore e organo colpito senza biopsie, per coglierne la presenza nelle prime fasi del suo sviluppo.

Una scoperta che se dovesse rivelarsi effettiva sarebbe rivoluzionaria e metterebbe in moto un business a più zeri. La ricerca è ancora in fase sperimentale e nei prossimi mesi verrà testata su circa 30mila persone. Nel frattempo dal mondo della medicina iniziano a sorgere alcune perplessità. Dice la sua in proposito Pier Paolo Di Fiore, scienziato dello Ieo di Milano:

“Non voglio squalificare questi sforzi, che sono preziosissimi. Ma mi chiedo cosa succederà quando la nostra capacità di identificare tumori anche molto piccoli supererà la nostra capacità di curarli. Rischiamo di cadere nella sovradiagnosi. Nel nostro corpo a volte si formano tumori che con il tempo regrediscono da soli o che si stabilizzano senza creare alcun problema. Diagnosticarli molto precocemente potrebbe spingerci a prescrivere cure inutili. Oltre a migliorare la nostra capacità di diagnosi, dovremmo capire meglio quella fase misteriosa in cui il cancro inizia a formarsi ma noi ancora non lo vediamo”.

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Scritto da Magazine Donna il 15/01/2016 4:41

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